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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Economia

Agricoltura, a Ravenna l'assessore Mammi incontra la Consulta provinciale

Il punto anche su rilancio della filiera dell’ortofrutta, sulla ricerca e sui bandi per finanziare gli investimenti delle imprese

L’andamento degli investimenti del Programma di sviluppo rurale. Le risorse in arrivo per il comparto agricolo dal Pnrr. Gli investimenti in azioni di prevenzione fitosanitaria, ricerca e sostenibilità. E ancora, più semplificazione burocratica, interventi di sostegno al reddito per la filiera dell’ortofrutta e valorizzazione dei prodotti agricoli di qualità. Poi il grande capitolo delle infrastrutture irrigue, oltre alla questione del controllo degli animali selvatici. 

Sono alcuni dei temi affrontati ieri pomeriggio a Ravenna nell’incontro con la Consulta agricola provinciale dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, che ha incontrato assieme al direttore generale Valtiero Mazzotti  le rappresentanze delle associazioni professionali agricole e agroalimentari del ravennate.

Sulla questione energia, al momento una delle emergenze anche per il settore agricolo, l’assessore Mammi ha auspicato la necessità che il Governo si insedi rapidamente per lavorare su una soluzione nazionale dei costi energetici a carico delle imprese. Mammi ha poi ricordato gli interventi irrigui su tutto il territorio ravennate e la loro necessità strutturale, sui quali sono già stati stanziati più di 132 milioni di euro. Per quanto riguarda le misure urgenti per risorse in agricoltura, un provvedimento regionale, in via di approvazione in aula a fine ottobre, stanzierà 5,7 milioni di euro per il settore.

Le imprese hanno chiesto di accelerare sulla ricerca, per garantire le produzioni a fronte dell’aumento di malattie delle piante e alla mancanza di molecole fitosanitarie sostitutive rispetto a quelle che sono state ritirate dal mercato.

“Condividiamo l’esigenza delle aziende agricole di essere sostenute- ha affermato Mammi, dopo le difficoltà incontrate in questa ultima stagione dovute ai cambiamenti climatici - dalla siccità agli eventi avversi - e alle fitopatie. Proprio per questa ragione sosteniamo la ricerca con fondi regionali per 1,3 milioni di euro che saranno disponibili dopo il voto in Assemblea legislativa”.

Tra gli interventi regionali più recenti - oltre alla ricerca -  sono stati ricordati i contributi alle Province per i piani di controllo degli animali selvatici (nutrie, cinghiali e animali fossori); i contributi per la pesca, a seguito degli aumenti dei carburanti; gli interventi per prevenzione della peste suina.

“Per quanto riguarda l’ortofrutta, oltre agli indennizzi, agli investimenti aziendali e ai contributi per gli strumenti antibrina,  siamo pronti a lavorare con le altre Regioni italiane e con il Governo per un piano di rilancio nazionale dell’ortofrutta. Noi ci saremo per fare la nostra parte”.
“Ravenna si conferma come grande provincia a vocazione agricola- ha concluso Mammi -, sulla quale la Regione, grazie ai finanziamenti del Psr e della PAC, è intervenuta con importanti risorse”.

Il Piano di Sviluppo Rurale per Ravenna

Il Programma di sviluppo rurale 2014- 2020 per il territorio ravennate ha stanziato fino a ottobre 2022 121,5 milioni di euro a 2.209 beneficiari e 1086 ditte individuali: il 17,2% dei quali sono donne, il 18% giovani. Sempre grazie al Psr si sono insediati 202 giovani imprenditori, un terzo dei quali donne. Venendo alle ultime due annualità, dal 2021 ad oggi sono stati concessi 16,7 milioni di euro di cui 2 milioni in aree montane. La distribuzione territoriale delle risorse è andata alle aree rurali per 1,2 milioni di euro; alle aree ad agricoltura intensiva e specializzata per 11,5 milioni di euro e alle aree urbane e periurbane per 3,3 milioni di euro.

L’assessore Mammi ha illustrato la programmazione per lo Sviluppo Rurale 2023–2027, spiegando che è a disposizione quasi 1 miliardo di euro, mentre sono 132 milioni di euro in più nel settennio 2012-2027 rispetto al Psr precedente, grazie anche al fatto che sono stati rivisti i criteri storici, anche per l’azione politica esercitata dalla Regione.

Infine, ha chiarito che sono quattro le priorità del Psr: competitività delle imprese e investimenti aziendali; sostegno ai territori più marginali, ricerca e sostenibilità ambientale.

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