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Agricoltura: cresce l'interesse dei paesi extraeuropei per kiwi, mele e pere

In Italia è già stata avviata una produzione di 80 ettari, che diventeranno 200 nei prossimi tre anni. Dal 2015 l’intenzione è di aggredire anche il mercato asiatico

“Dopo essermi confrontato con i miei colleghi posso tranquillamente affermare che la Fiera di Berlino 2014 ha portato con sé una serie di incontri veramente produttivi dal punto di vista della concretezza, con esiti favorevoli ed interessanti per i produttori emiliano-romagnoli”. Giancarlo Minguzzi, presidente della OP Minguzzi Spa di Alfonsine e di Fruitimprese Emilia-Romagna (l’associazione  che riunisce le imprese private regionali dell’ortofrutta, che lavorano 1 milione di tonnellate di prodotto all’anno, per 700 milioni di fatturato e il 60% di export), commenta in modo positivo la conclusione di Fruit Logistica, la più importante fiera internazionale per il commercio ortofrutticolo svoltasi nei giorni scorsi in Germania.

“I compratori stranieri, sia europei che di oltremare – precisa Minguzzi - hanno mostrato grande interesse ai nostri prodotti, specie per quanto riguarda kiwi, mele e pere. Per susine e pesche nettarine occorre invece lavorare di più. In generale va però sottolineato come, mentre per l’Europa il mercato appare un po’ statico, arrivano grandi soddisfazioni dai Paesi extracontinentali, in particolare quelli in controstagione: India e Oriente, Africa del Nord, Sudamerica. Però anche altre Nazioni, come Stati Uniti e Canada, che non riescono a produrre la stessa qualità del nostro Emisfero, rientrano tra i nostri obiettivi di export”.

Sul fronte degli accordi perfezionati in Germania, Minguzzi cita come esempio l’entrata della sua azienda in Metis®, un club formato da una rete di distributori autorizzati, già leader nei rispettivi mercati: Blue Whale per la Francia, Royal per la Spagna e le OP Minguzzi e Granfrutta Zani per l'Italia. Il Gruppo distribuisce le susine Metis (Most Exciting Tasty Inter Specific), prodotte da giugno fino a settembre.

“Si tratta di un incrocio tra prugna e albicocca (da cui il gioco di parole metis=meticcio)  - spiega Minguzzi - risultato di un programma di miglioramento varietale tramite ibridazione naturale che risale agli anni '50, ad opera del costitutore californiano Glen Bradford. La caratteristica principale di Metis è l'elevato tenore zuccherino (fino a 16 gradi Brix) e la consistenza compatta della polpa, che rende il frutto facile da mangiare e da portare con sé”. In Italia è già stata avviata una produzione di 80 ettari, che diventeranno 200 nei prossimi tre anni. Dal 2015 l’intenzione è di aggredire anche il mercato asiatico.

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