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Lunedì, 4 Luglio 2022
Economia

Ancora in calo le imprese attive nel territorio: "Crescita anomala delle cessazioni"

Rispetto al 2015, sono diminuite le iscrizioni, -131, ma il dato più rilevante è appunto la crescita anomala delle cessazioni, +401

Andamento nell'ultimo trimestre
Nel quarto trimestre 2016 il saldo tra iscrizioni e cessazioni in provincia di Ravenna è risultato di 621 unità, corrispondente ad un tasso di crescita trimestrale negativo pari al -1,54%. Confrontando il quarto trimestre 2016 con i corrispondenti trimestri degli anni precedenti emerge una diminuzione del numero delle iscrizioni (-127 rispetto al 2015) e un già spiegato aumento del numero delle cancellazioni (+488). Anche a livello regionale il tasso di variazione registrato su base trimestrale è negativo, pari al -0,47%; mentre a livello nazionale il tasso risulta stazionario.

Forma giuridica - Al 31 dicembre rispetto alla stessa data del 2015, risultano in crescita solo i consorzi (+4 unità, pari al +3,8%) e le altre forme societarie (+10 unità, +2,7%).  All’opposto risultano in flessione le società di capitale, -242 unità (-3,1%), le società di persone (-346, -3,7%), le ditte individuali (-216, -1,0%) e le cooperative (-4, -0,7%). La cancellazione delle imprese fallite prima del 2006 ha coinvolto numerose società di capitale, così anche questa tipologia di impresa, sempre in crescita negli ultimi trimestri, ha subito una flessione. Le ditte individuali rappresentano la maggioranza delle imprese iscritte e il loro peso sul totale delle imprese è tornato a crescere raggiungendo il 55,6%, mentre è  diminuito il peso delle società di capitale, sceso dal 19,5% di fine 2015 al 19,3%, e delle società di persone passate dal 22,9% al 22,4%.

Settori produttivi
Rispetto al 31 dicembre 2015 l’unico settore in crescita è quello del credito e assicurazione nel quale si registrano 11 imprese in più, in flessione tutti gli altri settori (+1,6%). In termini assoluti il settore più sofferente è quello del commercio che perde 265 esercizi (pari al -3,0%), seguito dal settore industriale (-134 industrie, -3,9%), da quello edile (-122 imprese, -2,0%) e da quello agricolo (-120 unità). In diminuzione anche il numero di imprese nel settore turistico (-58 unità, -1,7%), del trasporto e magazzinaggio (-46, -3,3%), e in misura minore nei settori dei servizi all’impresa (-13 unità) e alla persona  (-10 unità). Le attività commerciali che hanno subito le maggiori perdite sono quelle del commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento (-30 esercizi specializzati, -24 attività ambulanti) e i piccoli negozi di alimentari vari (-22). I settori manifatturieri più colpiti sono quelli della fabbricazione di prodotti in metallo (-39 unità, -5,0%), di articoli in pelle (-22 unità, -20,4%), di macchinari (-19 unità, -6,5%) e quello tessile (-10, -4,2%).

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