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Domenica, 29 Maggio 2022
Economia

Approvato il Pitesai, ripartono le estrazioni di gas. Confindustria: "Ora si può pianificare il futuro"

Confindustria Romagna: "I continui rinvii del piano hanno congelato in questi anni importanti opportunità di investimento in nuove attività". Franco Nanni (Roca): "L’importante è che ora ci sia un documento sul quale aprire una discussione"

Il Ministro della transizione ecologica ha approvato il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI). La notizia è stata pubblicata venerdì sul sito del ministero della Transizione ecologica. Il provvedimento individua le aree dove sarà possibile riavviare le estrazioni di idrocarburi sospendendo di fatto la moratoria del 2019. Una notizia che interessa da vicino il mondo economico ravennate.

"Finalmente il tanto atteso Pitesai è stato approvato: dopo anni di incertezze, ora c'è quantomeno un quadro chiaro e definito in cui potersi muovere e pianificare il futuro di un settore vitale per l'economia del territorio romagnolo e nazionale” dice Confindustria Romagna. In attesa di approfondire un documento “molto corposo e tecnico, vale la considerazione che la certezza delle regole è il prerequisito indispensabile a qualunque intervento: per questo motivo, i continui rinvii del piano hanno congelato in questi anni importanti opportunità di investimento in nuove attività. Una sospensione - aggiunge Confindustria - resa ancora più drammatica dall'esplosione dei prezzi del gas sul mercato nella seconda parte del 2021: ora, accanto all'auspicato revamping dei pozzi autorizzati nel breve termine, si può ragionare nel medio e lungo termine su nuove autorizzazioni, per renderci energeticamente meno dipendenti dalle importazioni e impostare una strategia composita e lungimirante che davvero ci guidi nella transizione energetica”.

“L’importante è che ora ci sia un documento sul quale aprire una discussione, andrà letto attentamente riga per riga” aggiunge Franco Nanni, presidente del Roca, associazione che raggruppa le imprese del distretto di Ravenna operanti nel settore offshore.

Fusignani e Mingozzi: "Subito decreti e concessioni per le estrazioni in Adriatico"

"La pubblicazione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee, dopo tre anni di faticosa incubazione, è utile e positiva dal punto di vista delle norme introdotte e della volontà di valorizzare le risorse italiane del sottosuolo e dell'ambito marino". Lo affermano Eugenio Fusignani, segretario provinciale del PRI e vicesindaco, e Giannantonio Mingozzi per la segreteria dell'Edera di Ravenna, 

"Ma dal 2019 le cose sono cambiate e questo nuovo strumento deve essere in grado oggi di facilitare gli atti di Governo e Regioni capaci di fronteggiare con nuove estrazioni l'aumento dei prezzi dell'energia, delle bollette e dei costi industriali - continuano gli esponenti del PRI - Sono ancora troppe le incertezze circa le prospezioni in Alto Adriatico e sulle coste dell'Emilia Romagna delle zone autorizzate alla produzione o a nuove concessioni nel PiTESAI, ma se vogliamo renderci più indipendenti dal gas importato, dalle minacce di conflitti armati in Ucraina o delle continue estrazioni croate che perdurano in Adriatico dobbiamo rimettere in moto l'industria dell'oil&gas ravennate favorendo le nuove tecnologie, i positivi incrementi occupazionali, gli impegni dell'ENI e gli investimenti di operatori privati e pubblici su Gnl, cattura del CO2 ed eolico". 

"Ci auguriamo - concludono Fusignani e Mingozzi - che il Piano aiuti nel concreto il taglio dei costi energetici aumentando la produzione di gas naturale per famiglie e industrie e autorizzando i pozzi oltre le 12 miglia, se necessario con nuove concessioni, a riprendere le estrazioni; siamo convinti che l'impegno politico e istituzionale che come repubblicani abbiamo sempre espresso a sostegno del comparto dell'energia ravennate, stia producendo i primi frutti e continueremo su questa strada una battaglia giusta e necessaria per tutto il Paese".

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