Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Autobus, in arrivo uno sciopero di 4 ore: "Il rinnovo del contratto fermo dal 2017"

Diversi i motivi dell'agitazione, illustrata da Filt Cgil, Uiltrasporti, Fit Cisl, Faisa Cisal, Ugl Autoferro: "Il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro è scaduto da più di tre anni"

I lavoratori del trasporto pubblico locale della provincia di Ravenna sciopereranno lunedì per 4 ore dalle 17 alle 21. Diversi i motivi dell'agitazione, illustrata da Filt Cgil, Uiltrasporti, Fit Cisl, Faisa Cisal, Ugl Autoferro: "Il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro è scaduto da più di tre anni. Inoltre la pandemia non si spegne, ma le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico locale continuano a garantire, tra mille difficoltà e paure, con grande professionalità e senso di responsabilità, la mobilità di tutti i cittadini, sostenendo un servizio essenziale per i cittadini che anche a causa dei tagli indiscriminati attuati dai vari governi nell’ultimo ventennio è in gravissima difficoltà".

"Il contratto collettivo nazionale di lavoro è un diritto, ma non è l’unica motivazione dello sciopero - viene rimarcato -. È ora che questo settore, reale volàno della rinascita delle nostre città e del benessere di tutti i cittadini, veda potenziati i servizi, rendendoli efficienti e adeguati alla domanda di mobilità. Non si può più prescindere da una seria riforma del sistema in coerenza con le esigenze del territorio e dei cittadini che quotidianamente usano un mezzo di trasporto pubblico".

"E’ necessario modernizzare e aumentare il numero degli autobus, così da renderli più confortevoli per l’utenza, meno inquinanti e per far sì che il mezzo pubblico diventi la vera alternativa all’auto privata - proseguono i sindacati -. Il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto il 31 dicembre 2017, è l’elemento determinante per definire norme e aumenti contrattuali che riconoscano il fondamentale contributo dei lavoratori per la tenuta e il rilancio del trasporto pubblico locale, restituendo dignità alla loro professionalità sia in termini economici che normativi. Dopo oltre 3 anni non è più possibile tollerare le posizioni delle associazioni datoriali Asstra, Agens e Anav, rappresentanti le aziende del settore che con atteggiamento provocatorio, di fatto, non dando risposte alle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori".

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