Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia Lugo

Bassa Romagna, le attività continuano a morire: "Serve puntare sul turismo"

Ospitalità, prodotti tipici, tradizioni locali e operatività delle molte associazioni presenti sono secondo noi le basi per un prodotto turistico da esportare e diffondere", chiosa Melandri

"La scelta di investire nelle grandi superfici commerciali fuori dal centro è in contrasto con le politiche intraprese a sostegno dei centri storici e dei negozi di vicinato del territorio e del forese". E' quanto afferma Giancarlo Melandri, direttore di Confesercenti Lugo, commentando i dati appena diffusi dalla Camera di Commercio sulla natalità e mortalità delle imprese nel secondo trimestre di quest’anno. "Ci sono saldi negativi in molti Comuni, tranne a Massalombarda. Nell'unione dei Comuni della Bassa Romagna la tendenza negativa viene purtroppo confermata nonostante i timidi segnali di ripresa che a livello economico stanno arrivando". Sono 102 le attività registrate in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il dato è di -47 per quanto concere le imprese attive. A pagare il prezzo più significativo è Lugo, con 55 attività in meno. Complessivamente in tutto il territorio sono 36 le attività cessate.

I numeri, afferma Melandri, "confermano il trend sfavorevole sulla consistenza delle imprese sia registrate che attive, del settore del commercio e del turismo. Ed è purtroppo vera l’analisi che viene fatta tra crescita delle imprese medio grandi e situazione delle piccole imprese, che operando sul mercato interno hanno sofferto per molti anni più delle altre la stagnazione dell’economia e dei consumi. Proprio per questo non va allentata la guardia sull’attenzione particolare che va dedicata alle piccole imprese commerciali in termini di supporto all’innovazione, di allentamento della pressione fiscale e parafiscale, di contrasto all’abusivismo in tutte le sue forme, sia per l’equilibrio e la sopravvivenza di tutte le tipologie distributive”.

"I nostri operatori sono sicuramente preparati, motivati ed attivi, ma soprattutto pronti e disposti a sostenere la nuova visione del mondo che sta cambiando velocemente - prosegue -. Purtroppo tutto questo non basta perché la marginalità riservata agli operatori si è ridotta e troppo alte sono ancora le imposte da pagare, che stanno minando il futuro di molti. Un allarme, questo, che sbaglieremmo a considerare problema solo dei commercianti. Come associazione abbiamo condiviso obiettivi, strategie, strumenti e siamo impegnati a sostenere un percorso formativo destinato agli operatori per consolidare l’importanza di apprendere e collaborare per competere. Siamo impegnati a ricercare risorse da destinare alla realizzazione di eventi ed anche a sviluppare un nuovo concetto di turismo della Romagna Estense cercando di mettere a sistema tutte le eccellenze e tutte le forze presenti, sfruttando l’esistente e promuovendolo all’esterno.

"In molte realtà comunali sono partiti importanti investimenti strutturali ed estetici, cosi come opere pubbliche al fine di far ripartire un’economia che porti ad aumentare l’attrattività, la sicurezza e la bellezza dei nostri centri. Ospitalità, prodotti tipici, tradizioni locali e operatività delle molte associazioni presenti sono secondo noi le basi per un prodotto turistico da esportare e diffondere. - chiosa Melandri -. Stiamo attendendo fiduciosi che molti degli interventi messi in campo inizino a dare i frutti desiderati in termini di aumento delle presenze, ripresa dei consumi delle famiglie e attrattività. Il nostro territorio è in grado di trasferire emozioni e merita di essere vissuto e raccontato e sostenuto".

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