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Bolkestein, doccia fredda per i bagnini: l’Europa dice no alle proroghe

Entro l'estate pronta ad essere avviata la procedura di infrazione che peserà su tutti gli italiani

La notizia non è inattesa, ma gela ugualmente i concessionari di stabilimenti balneari, specialmente quelli che hanno intenzioni di aggiornare i servizi della spiaggia e che, per ammortizzare l’investimento, hanno bisogno di tempi lunghi. La commissione europea ha chiesto all’Italia di ritirare la proroga automatica di quindici anni delle concessioni, altrimenti entro l’estate scatterà la procedura di infrazione che peserà su tutti gli italiani. A darne notizia è la Repubblica di lunedì che titola: "Spiagge, l’Ue bacchetta l’Italia/ “No al rinnovo automatico/ delle concessioni balneari”/ Entro l’estate il via alla proceduta di infrazione perché la legge di Bilancio non rispetta, per scelta della Lega, la direttiva Bolkestein sula concorrenza”.

Il provvedimento riguarda circa 30mila imprese e 100mila addetti e potrebbe proiettare l’Italia in un nuovo caso 'quote latte', con i contribuenti per anni costretti a sopportare il costo delle multe imposte agli operatori balneari. Come riporta il quotidiano, "un portavoce della Commissione europea ha spiegato a Repubblica che Bruxelles è a conoscenza della decisione del governo italiano di rinnovare automaticamente fino al 2034 le concessioni esistenti e ha confermato i contatti con le autorità del nostro Paese su questo dossier. Inoltre ha ricordato la sentenza del 2016 in cui la Corte di giustizia deliberò che le spiagge rientravano all’interno del perimetro della Bolkestein in quanto gli stabilimenti balneari rappresentano un’attività commerciale sul suolo pubblico e che un’estensione automatica delle concessioni esistenti senza alcuna selezione dei potenziali candidati è contraria alla direttiva e al Trattato Ue, che mirano a scardinare quei monopoli che comportano prezzi più alti per i cittadini".

"Mi auguravo che non arrivasse mai questa notizia - spiega Giorgio Mussoni, presidente di Oasi Confartigianato, sindacato nazionale balneari italiani - ma difficilmente le cose sarebbero potute andare a buon fine. Adesso serve una legge seria che metta ordine sulla questione e tuteli gli investimenti dei balneari, altrimenti finiamo tutti con la testa rotta". Mussoni ricorda le battaglie di questi anni: "Sono stati dieci anni di tira e molla, dovevamo trattare con l'Europa, adesso la procedura graverà su di noi. Se vogliamo salvare ancora qualcosa serve una buona legge, e questa esisteva già, ma non è andata in porto. Ne chiederemo una a gran voce, ma adesso dobbiamo fare chiarezza. Siamo tutti avviliti e dobbiamo ragionare sul da farsi".

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