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Sabato, 21 Maggio 2022
Economia Faenza

Bollette, Confcommercio Faenza: "Rincari insopportabili per le piccole aziende"

L'associazione di categoria punta il dito anche sui vincoli del controllo del Green Pass che prevedono “due pesi e due misure”

"Gli aumenti delle materie prime e i rincari dei costi energetici, sono ormai insopportabili per le piccole aziende e per i pubblici esercizi, già in difficoltà vista la limitata affluenza dei clienti e le limitazioni legate alla pandemia. Dalle bollette più che raddoppiate rispetto al periodo precedente dove si segnalano anche casi di incremento del 300% agli importanti aumenti delle materie prime, in assenza di listino anche nell’ordine anche del 20%, fino ai vincoli derivanti dal controllo del Green Pass che prevedono “due pesi e due misure” per gli esercizi commerciali e per bar e ristoranti". Così la Confcommercio Ascom Faenza sulla questione del caro bollette.

"Mentre nei pubblici esercizi è obbligatorio il controllo del Green Pass Rafforzato per tutti i clienti, in molte altre attività è sufficiente il Green pass base ed il controllo non è obbligatorio ma può essere svolto a campione sugli utenti. L’appello - chiarisce Confcommercio - sostenuto da diversi imprenditori dei Pubblici Esercizi iscritti a FIPE, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, guidata, nel nostro territorio, da Gabriele Geminiani di Enoteca Astorre, descrive la vera e propria “stangata” arrivata addosso al mondo della ristorazione".

“E’ una situazione insostenibile per molte imprese del settore” - dichiara Geminiani – “che rischia di penalizzare fortemente non solo la ripresa ma anche determinare conseguenze negative sull’occupazione. A fine serata quando chiudi la cassa ti rendi conto di aver lavorato gratis”. “Abbiamo la percezione di sentirci inascoltati e solo come una forma di gettito per lo stato, il quale fatica a comprendere che senza incassi non si possono sostenere i costi.

Claudio Bezzi, titolare di Autobrill, in zona fiera, racconta che: “per noi la situazione è ormai insostenibile, pur cercando di ottimizzare i consumi, anche con l’efficientamento anche delle nostre apparecchiature, i tentativi di trattativa con le multiutility sulle tariffe energetiche non porta alcun beneficio e diventa sempre più difficile pensare alla programmazione dell’attività e garantire un futuro anche al nostro personale. Forse ci si sta dimenticando che ogni attività che chiude, ogni insegna che si spegne è un danno per l’intera comunità”.

Yarno Rossi, titolare de L'altro Caffè racconta come: “è difficile vedere la luce in fondo al corridoio della ripresa economica, sale la tensione dei clienti, per gli aumenti e per i controlli ma anche quella di noi imprenditori, e ci stiamo chiedendo se non sia il momento di riaffermare il valore delle nostre attività.”

Oscar Graziani, titolare di Pasticceria Cenni afferma: “Desideriamo servire i nostri clienti nel modo migliore, nello stile che ci ha sempre contraddistinto, senza dover ridurre la qualità della nostra offerta o le capacità del nostro staff; pur impegnandoci al massimo per il rispetto di tutte le regole Covid-19, fatichiamo a far fronte alle continue modifiche delle norme, a controlli logisticamente difficili da effettuare, a mantenere quegli standard che i nostri clienti si aspettano da noi. Gli aumenti dei costi delle utenze e delle materie prima ci impongono riflessioni importanti sulla nostra strategia di business”.

“Da ormai diverso tempo, dalla riapertura post lock down, abbiamo deciso di chiudere ulteriori 2 sere, per una migliore gestione delle spese fisse, che ogni giorno si presentano. – raccontano i titolari del Ristorante la Madia di Granarolo - Siamo un’impresa familiare ma gli aumenti delle utenze e delle materie prime ormai ci impongono riflessioni importanti: non possiamo applicare gli aumenti che ci sono piombati addosso sui nostri clienti che talvolta, inconsapevolmente, ritengono che la modifica ai nostri listini sia ingiustificata”.

“La dolorosa scelta tra chiusure temporanee, riduzioni di orari e licenziamenti sta diventando reale e preoccupante” – afferma Giacomo Tasselli , segretario del sindacato Fipe Confcommercio a Faenza - “I nostri Pubblici Esercizi, una delle leve strategiche di crescita economica del territorio, si troveranno a breve di fronte alla scelta drammatica di chiudere o di proseguire l’attività contraendo al massimo i costi e le aperture, a discapito in entrambi i casi dei livelli occupazionali complessivi, considerando insieme titolari e lavoratori”.

Il Direttore di Confcommercio Ascom Faenza, Francesco Carugati, rivolge un appello ai parlamentari e agli enti locali: “Chiediamo ai nostri rappresentanti ed alle amministrazioni locali di rappresentare, nelle rispettive sedi di competenza, i problemi reali del mondo imprenditoriale e di adottare soluzioni adeguate a ridurne i costi e riproponiamo con forza la questione delle alternative energetiche alle fonti fossili, di cui si parla già da decenni”.

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