Sabato, 12 Giugno 2021
Economia

Terremerse, "truffa ai danni dello Regione": Giovanni Errani condannato a 2 anni e 6 mesi

La condanna di Errani arriva nell'ambito dell'inchiesta Terremerse su un finanziamento regionale ad una cantina vinicola imolese da lui diretta in passato. Giovanni Errani ha ottenuto invece la prescrizione per altri reati di truffa e falso

"Truffa ai danni della Regione". Con questa accusa è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione Giovanni Errani, fratello dell'ex presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. La condanna di Errani arriva nell'ambito dell'inchiesta Terremerse su un finanziamento regionale ad una cantina vinicola imolese da lui diretta in passato. Giovanni Errani ha ottenuto invece la prescrizione per altri reati di truffa e falso.

"Bisogna aspettare le motivazioni - ha commentato l'avvocato di Giovanni Errani, Gaetano Forte - sicuramente la sentenza verra' impugnata, tra 90 giorni vedremo". Per Giovanni Errani il tribunale ha anche disposto l'incapacita' di contrattare con la Pubblica Amministrazione per 3 anni e la confisca dei beni. "I cooperatori non hanno l’abitudine di commentare una sentenza prima di conoscerne le motivazioni - afferma Giovanni Monti, presidente Legacoop Emilia-Romagna -. Non interverremo quindi sul verdetto di condanna dell’ex Presidente di Terremerse, Giovanni Errani. Ovviamente rispettiamo il lavoro della Magistratura e il principio di legalità che la nostra organizzazione persegue in ogni istanza, da sempre".

"Legacoop Emilia-Romagna - continua Monti - ritiene però che l’intenzione di Errani e del collegio difensivo di ricorrere in secondo grado sia corretta, perché occorre tutelare in ogni sede non solo la posizione legale espressa dalle parti nel dibattimento, ma i valori di giustizia che sono propri del movimento cooperativo. Prescindendo dal caso specifico, dobbiamo essere molto chiari: purtroppo molte volte, in Italia, abbiamo visto contributi e fondi andati perduti, senza che nessuna azione legale fosse avviata. Opere mastodontiche lasciate a metà, sprechi immensi di denaro pubblico con molte cause e nessun responsabile".

"Quando viene costruita un'opera che non rappresenta interessi privati, ma quelli del territorio in cui è stata costruita, non si può parlare di finalità di lucro - prosegue il presidente di Legacoop -. Quando gli agricoltori possono contare su uno strumento utile per il proprio lavoro, le finalità per cui la cooperazione si batte sono state raggiunte. Quando non un centesimo viene distolto dall’obiettivo di valorizzare il bene comune, allora per noi anche il principio della verità e della giustizia assume il proprio valore più alto. In un momento in cui i nostri soci agricoltori soffrono per la difficilissima situazione di mercato e climatica, Giovanni Errani ha la stima e la solidarietà di tutto il movimento cooperativo, così come la cooperativa Terremerse, una cooperativa solida e ben patrimonializzata dai suoi soci contadini e braccianti".

Fin d’ora però manifestiamo pieno sostegno all’intenzione espressa da Errani e dagli Avvocati del Collegio di difesa, di ricorrere in Appello per ribadire quanto emerso nel corso del dibattimento, volto a dimostrare che nel percorso di realizzazione della cantina non è stato distolto un solo centesimo dalle finalità per le quali a suo tempo la Regione concesse il contributo - dichiara invece Giancarlo Ciaroni, presidente di Legacoop Romagna -. Contrariamente a quanto scritto da alcuni commentatori, l’opera, realizzata a fini di servizio ai soci e non di lucro privato, è stata costruita nel rispetto dei vincoli dell’erogazione pubblica".

"Esprimiamo solidarietà per Giovanni Errani che fino dall’inizio della vicenda giudiziaria ha mantenuto un esemplare atteggiamento di rispetto e correttezza nei confronti della Magistratura, fornendo ogni elemento in suo possesso utile all’accertamento dei fatti - conclude Ciaroni -. La nostra solidarietà va altresì alla Cooperativa Terremerse impegnata da un lato, a compiere al meglio la propria missione di valorizzazione del reddito dei suoi soci agricoli in una difficile congiuntura di mercato e dall’altra, a sostenere le proprie ragioni nella ricerca di un accertamento definitivo della verità''.

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