Economia

Cereali, buon avvio per la campagna del grano ravennate

Qualità e rese sono in media superiori al 2020, sulle quotazioni incide positivamente la crescente richiesta di prodotti made in Italy

Buone rese quantitative e qualitative per il grano tenero e duro nel ravennate. E’ quanto emerge da una prima analisi della Coldiretti effettuata in questa fase di piena trebbiatura in campo e in riferimento all’inizio della raccolta del frumento sull’intero territorio provinciale. “Rispetto all’anno precedente – commenta Domenico Calderoni, membro della giunta esecutiva di Coldiretti Ravenna - il rapporto ettaro/quintale è leggermente superiore, mentre la qualità, con particolare riferimento al peso specifico, è in media decisamente buona”.

L’Emilia Romagna, con 203mila ettari (circa 58mila tra le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini) è la terza regione d’Italia per estensione delle coltivazioni cerealicole. All’interno del contesto cerealicolo romagnolo, la provincia di Ravenna si conferma il bacino più importante per estensione, con circa 33mila ettari, 13mila circa coltivati a frumento tenero, mentre per il duro ci attestiamo sui 9mila.

“Sulle stime relative alle quotazioni – afferma il Presidente di Coldiretti Ravenna Nicola Dalmonte - incide positivamente la crescente richiesta di prodotti Made in Italy da parte dei consumatori. A trainare i consumi di pasta in Italia, infatti, è il boom di quella garantita al 100% da grano italiano che ha fatto registrare un balzo del 29% in valore nel carrello pari a quasi il triplo della pasta normale secondo l’analisi condotta da Coldiretti su dati Ismea relativi al 2020 in piena emergenza pandemia”.

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