Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia

No ai voucher, da Ravenna in tantissimi alla manifestazione della Cgil a Roma

“Siamo soddisfatti per l’esito della manifestazione e per la grande partecipazione dal territorio di Ravenna", commenta la segretaria di organizzazione della Cgil di Ravenna, Maura Masotti

Centinaia di ravennati hanno raggiunto sabato la capitale per partecipare alla grande manifestazione nazionale, indetta dalla Cgil, per protestare contro la reintroduzione dei voucher. “Siamo soddisfatti per l’esito della manifestazione e per la grande partecipazione dal territorio di Ravenna - commenta la segretaria di organizzazione della Cgil di Ravenna, Maura Masotti -. In tantissimi hanno preso parte a questa importante giornata protesta e di rivendicazione dei diritti dei lavoratori; dal nostro territorio oltre che con i pullman della Cgil, in molti sono arrivati a Roma in treno e in auto. La grande adesione, da tutta Italia, all’iniziativa di oggi è la migliore risposta che potessimo dare a chi ha sciaguratamente deciso di reintrodurre i voucher”.

La manifestazione, dal titolo  “Rispetto. Per il lavoro, per la democrazia e per la Costituzione”, ha vissuto diversi momenti. Due distinti cortei hanno preso il via alle 9 in piazza della Repubblica e in piazzale Ostiense per poi terminare alle 12 in piazza San Giovanni con le conclusioni affidate al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso che ha ribadito l’impegno della Cgil contro il precariato e a favore della Carta dei diritti universali del lavoro. La Cgil è scesa in piazza per protestare contro la decisione del Parlamento di reintrodurre i voucher sotto le mentite spoglie di un “Libretto di famiglia” per il lavoro occasionale in ambito domestico e del “Contratto PrestO” per ridare i voucher alle imprese fino a 5 dipendenti. “Siamo di fronte a uno strappo gravissimo delle regole democratiche - commenta la Cgil di Ravenna -. Milioni di cittadini sono stati privati del diritto al voto con una manovra del Governo che, così facendo, ha calpestato i diritti dei lavoratori ma ha anche indebolito lo strumento del referendum e di conseguenza l’espressione diretta della democrazia”.

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