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Cimice asiatica, gli agricoltori: "Serve un'azione decisa contro l'emergenza"

L’emergenza del comparto frutticolo, determinata in particolare dal flagello della cimice asiatica sta minando lo sviluppo economico e la tenuta sociale dell’agricoltura ravennate

L’emergenza del comparto frutticolo, determinata in particolare dal flagello della cimice asiatica sta minando lo sviluppo economico e la tenuta sociale dell’agricoltura ravennate che impiega complessivamente una forza lavoro di 18.910 operai. Perciò, mercoledì mattina, le Organizzazioni agricole e cooperative della provincia di Ravenna - Confagricoltura, Cia-Agricoltori italiani, Copagri, Ugc-cisl, Agci, Confcooperative Ravenna-Rimini, Legacoop Romagna, – hanno presentato al Prefetto, Enrico Caterino, un documento programmatico del Tavolo Verde provinciale al fine di affrontare con determinazione questa grave situazione.

"La mancata attivazione di misure risolutive contro la cimice asiatica – scrivono tutte le Organizzazioni agricole provinciali -  provocherà una serie di effetti gravi, la chiusura di molte imprese e la riduzione di biodiversità vegetali oltre al crollo di produzioni frutticole di grande qualità. Occorre adottare con concretezza azioni veloci e definitive, supportare le imprese agricole gravemente danneggiate da quella che possiamo definire una vera e propria piaga per l’agricoltura del Nord Italia". E poi l’affondo: "Vista la gravità della situazione non possiamo accettare vincoli burocratici o pregiudizi di carattere ideologico, pertanto ci aspettiamo risposte in tempi rapidi".

Nel documento firmato dai componenti il Tavolo Verde, si chiede un’azione congiunta con la Regione, il Ministero e il mondo della ricerca, nonché di accelerare, "in piena sintonia con quanto già avanzato dalle regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e province autonome di Trento Bolzano, sull’attuazione di un decreto che consenta l’autorizzazione all’importazione e il lancio in tempi brevi dell’antagonista naturale, vespa samurai, dopo il via libera dato alla sua sperimentazione; sulla revisione dei disciplinari produttivi in funzione dell’emergenza, con deroga sulle norme delle misure agroambientali in funzione del contrasto della cimice asiatica; sulla modifica della legge 102 sulle calamità per consentire agli imprenditori frutticoli l’accesso a finanziamenti e risarcimenti oltre a sgravi contributivi e fiscali, con risorse dedicate per il sostegno economico delle aziende; sul potenziamento della ricerca per ogni attività di limitazione e contrasto alla presenza della cimice con l’utilizzo di insetti antagonisti (vespa samurai) e specifici presidi fitosanitari; sull’autorizzazione all’utilizzo di tutti i presidi fitosanitari possibili (anche nei periodi pre e post fioritura) per contrastare la diffusione, con richiesta da parte della Regione e autorizzazione dai Ministeri; sulla condivisione di strumenti per compensare i danni provocati da un sempre più ampio numero di avversità che colpiscono l’ortofrutta".

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