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Ciro De Lorenzo è il nuovo presidente del Consiglio notarile di Ravenna

Già Magistrato del Tribunale di Ravenna, Ciro De Lorenzo ha ricoperto la carica di presidente del consiglio notarile dal 2008 al 2011

A seguito del rinnovo deliberato dall’assemblea ordinaria collegiale e della riunione di consiglio notarile, il nuovo presidente del consiglio notarile di Ravenna è Ciro De Lorenzo. Oltre a De Lorenzo, che prende le consegne da Massimo Gargiulo alla scadenza naturale del doppio mandato, nuovi ingressi in qualità di consiglieri sono quelli di Riccardo Montanari e Fabrizio Gradassi. Oltre a loro, il consiglio resta composto anche dal segretario Caterina di Mauro, dal tesoriere Michele Bucchi e dai consigieri Alberto Gentilini e Maria Rosaria Monticelli Cuggiò.

Già Magistrato del Tribunale di Ravenna, Ciro De Lorenzo ha ricoperto la carica di presidente del consiglio notarile dal 2008 al 2011. È stato componente della Commissione studi civilistici del consiglio nazionale del notariato, autore di diverse pubblicazioni in materia giuridiche, relatore a incontri di studio per magistrati e notai e ha svolto attività di docenza nell'ambito di diversi master post-laurea, tra i quali quello per consulenti legali di impresa, organizzato dalla Business School della Luiss. Negli ultimi anni si è dedicato alla formazione di giovani ravennati laureati in giurisprudenza.

"Ringraziando il mio predecessore – commenta il neo presidente – posso assicurare che il consiglio notarile da me presieduto continuerà in quell’opera di avvicinamento e comunicazione costante con i cittadini che da tempo è stata intrapresa. Quella del notaio è sempre stata una delle figure di riferimento della comunità, accompagnando le parti e garantendo loro tutela, grazie alla terzietà a cui è improntato il suo agire di giurista, e tanto più lo sarà in questi mesi difficili, nei quali l’economia del territorio dovrà trovare il modo di ripartire dopo il fermo resosi necessario per contenere la diffusione del Covid-19. Il notariato è stato presente prima e durante l’emergenza: continuerà a esserlo dopo, nella delicata fase di ritorno alla normalità”.

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