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Martedì, 16 Aprile 2024
Economia

CMC ha presentato il Rapporto Sociale 2015: ricavi per 1,1 miliardi di euro

La cooperativa conta 7.327 dipendenti tra Italia ed estero, per un totale di 2.443.014 ore di lavoro in Italia nell’ultimo anno.

CMC di Ravenna ha presentato il Rapporto Sociale 2015 che illustra i risultati economici, sociali ed ambientali di una impresa che nasce nel 1901 ed ancora oggi si conferma leader del mercato delle costruzioni: prima cooperativa di costruzioni in Europa e 5° società del settore in Italia.

Venerdì 8 luglio, dopo i saluti di Elsa Signorino, assessore alla Cultura del Comune di Ravenna, Massimo Matteucci, presidente di CMC, Alfredo Fioretti, vice presidente, Federica Fusconi, segretaria sociale, hanno illustrato i principali risultati raggiunti dall’impresa nel corso del 2015.

È intervenuto, inoltre, Giorgio Riccioni, uno dei fondatori della Fondazione in ricordo di Ivano Barberini le cui frasi tratte dal libro “Come vola il calabrone – Cooperazione Etica e Sviluppo” fanno da filo conduttore del Rapporto Sociale.

In breve, i numeri di CMC a fine 2015: 7.327 dipendenti tra Italia ed estero, 2.443.014 ore di lavoro in Italia nell’ultimo anno, una crescita del 30% delle ore di formazione erogate e del 46% del numero di corsi a disposizione dei dipendenti, oltre 18 mila euro di incentivi per il diritto allo studio, ben 600 mila euro investiti a sostegno di attività culturali, sportive e sanitarie. Questi in sintesi i principali dati contenuti in “Dire, fare, partecipare”, il Rapporto Sociale 2015 della Cooperativa.

“Il perdurare della crisi in Italia e il contesto internazionale sempre più competitivo e fortemente esposto a rischi di natura politica, sociale ed economica non hanno impedito al Gruppo – spiega una nota - di raggiungere oltre 1,1 miliardi di ricavi complessivi e un portafoglio ordini di circa 3 miliardi di euro. I ricavi sono così distribuiti: 55,6 % per il settore di infrastrutture e trasporti, 23,1% da opere idrauliche e irrigue, 17,6% dall’edilizia, 2,7% da opere marittime e portuali e 1,0 da ecologia e ambiente.

Matteucci ha ricordato: “Il progetto cooperativo deve saper coniugare imprenditorialità e partecipazione. Una partecipazione, intesa come responsabilità diffusa, democrazia economica e solidarietà, relazioni sociali, nuove esperienze di coinvolgimento dei lavoratori nella gestione dell’impresa. In questo senso monitorare i parametri imprenditoriali, economici, sociali e finanziari è essenziale per corrispondere sfide del mercato e al contempo rispettare e valorizzare i peculiari tratti dell’impresa cooperativa”.

Continuano canche le attività legate a CMC. University, scuola manageriale del gruppo finalizzata alla crescita e allo sviluppo delle figure professionali chiamate a sostenere la crescita della Cooperativa in Italia e nel mondo. Con corsi diffusi tra Italia, Algeria, Cile, Cina, Mozambico, Singapore e Sud Africa ha avuto + 12,5% di iscritti rispetto al 2014, 108 dall’inizio dell’attività.
 

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