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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Economia

Cna celebra i 70 anni di storia: "Sostenere le politiche giovanili"

Anche Govoni, ha confermato un’inversione di tendenza suffragata anche dai dati confortanti del primo trimestre 2015. Tutti concordi nel sostegno alle politiche giovanili

Venerdì la Cna provinciale di Ravenna ha festeggiato i suoi 70 anni di storia. Il 5 giugno del 1945, infatti, come recita il verbale di costituzione, “…alle ore 10 antimeridiane…in via Corrado Ricci n. 29…” il comitato promotore composto da Guido Montanari, Mario Benelli, Michele Missiroli, Renato Zanotti, Alfredo Celotti, Francesco Busa costituì “ex novo l’organizzazione degli artigiani in provincia di Ravenna con la denominazione di “Unione Artigiani della Provincia di Ravenna…”.

“Uomini – ha detto il direttore della Cna, Massimo Mazzavillani nella sua relazione introduttiva – le cui azioni, le cui scelte, i cui valori costituiscono le nostre radici territoriali, ideali e culturali. Una storia che ci rinvia ad anni in cui tutto era da fare o da rifare, in cui è stata raccolta la sfida del futuro. Anni a cui oggi spesso torniamo a guardare per trovare forza e ispirazione. Come sempre, la rappresentanza deve offrire risposte a bisogni e domande, collocando, con responsabilità, la difesa degli interessi particolari, entro cornici sempre più ampie, senza perdere di vista l’interesse generale. Questo è nel Dna della nostra organizzazione. Questo siamo noi. Noi, che riteniamo la rappresentanza una risorsa a disposizione delle imprese e del Paese. Se si indebolisce la rappresentanza si indebolisce un fattore essenziale per la tenuta complessiva della società e per la crescita economica: la fiducia. E la reputazione, che della fiducia e una diretta conseguenza”..

Mazzavillani ha inoltre evidenziato come “proprio in occasione della celebrazione dei 70 anni nella nostra regione si stiano elaborando nuovi modelli di organizzazione territoriale, si stia discutendo molto di area vasta e di come Ravenna possa svolgere per l’area vasta della Romagna importanti funzioni di traino per l’intero sistema produttivo, di sostegno per processi di sviluppo orientati al turismo e alla cultura, di aggregazione di servizi e attività commerciali legati alla presenza di un grande porto che ne fa, per beni e persone, uno degli ingressi strategici alla pianura padana”.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - ospite della tavola rotonda coordinata dalla giornalista Federica De Sanctis – a cui hanno partecipato anche il sottosegretario Paola De Micheli, il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini e il presidente di Cna Emilia-Romagna, Paolo Govoni, ha assicurato il suo “massimo impegno affinché il porto di Ravenna non venga declassato”. “Sono ottimista – ha aggiunto – la ripresa è reale e occorre lavorare a fondo per creare nuovi posti di lavoro e attuare una corretta redistribuzione della ricchezza. Tra qualche settimana firmeremo con tutte le parti sociali, associazioni, sindacati, banche un patto per il lavoro e la legalità che ci permetterà di fare le giuste scelte sugli asset di sviluppo dei prossimi anni”.

Anche Govoni, ha confermato un’inversione di tendenza suffragata anche dai dati confortanti del primo trimestre 2015. Tutti concordi nel sostegno alle politiche giovanili. “I giovani – ha evidenziato Govoni – sono coloro che meglio interpretano l’innovazione e la Cna è al loro fianco per aiutarli e supportarli nelle loro scelte”. E tutti d’accordo anche sul ruolo fondamentale della rappresentanza. “Che tuttavia – ha sottolineato il sottosegretario Paola De Micheli – va profondamente riformata, in primis quella politica, per non correre il grosso rischio dell’autoreferenzialità”. “Un sondaggio di Swg – ha commentato, al termine della tavola rotonda, Federica De Sanctis – ha confermato che gli italiani hanno molta fiducia negli artigiani”. “Gli Italiani sono molto saggi – ha concluso Sergio Silvestrini – ma non sempre il decisore politico e finanziario è coerente e aiuta le micro e piccole imprese che costituiscono l’ossatura della nostra struttura produttiva. Noi ci stiamo impegnando a costituire reti, ad innovarci, a migliorarci  ma il sistema bancario deve assolutamente essere meno selettivo e capire l’importanza fondamentale del nostro mondo”.

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