Concessioni demaniali, timide aperture dal Governo Monti

L’incontro tra sindacati balneari, alcune Regioni e i ministri Gnudi e Moavero ha aperto un piccolo spiraglio per arrivare all’esclusione delle aziende balneari dalla direttiva servizi Bolkestein

L’incontro tra sindacati balneari, alcune Regioni e i ministri Piero Gnudi e Enzo Moavero che si è svolto giovedì a Roma ha aperto un piccolo spiraglio per arrivare all’esclusione delle aziende balneari dalla direttiva servizi Bolkestein. Il Governo ha anche deciso di costituire un tavolo tecnico con Regioni e imprese per affrontare in breve tempo tutti i nodi della vicenda, non nascondendo l’intento di chiedere più “sacrifici” anche alle stesse imprese balneari.

Il comunicato finale del Governo parla infatti di “forte attenzione alle esigenze delle aziende, per l'importante contributo che queste garantiscono al turismo e all'economia del Paese”; ma è soprattutto l’impegno del Ministro agli affari europei – molto conosciuto e apprezzato in Europa, ai tempi di Mario Monti commissario, oltre  alla recuperata immagine dell’Italia a Bruxelles - a far sperare i balneari che questa volta qualcosa si  muova davvero.

Cna Balneatori ha ribadito durante l’incontro la richiesta di deroga dalla Bolkestein, resa possibile oggi anche dalla chiusura positiva della procedura d’infrazione aperta dall’UE nei confronti dell’Italia, ricordando come questa tipologia di piccole e medie imprese balneari abbia garantito in questi anni l’alta qualità dell’offerta balneare italiana e mai abbia impedito lo svolgersi regolato delle attività economiche legate alla concorrenza tra imprese.

“Questo dato è ancora più evidente se pensiamo al turismo romagnolo che si basa proprio sull’integrazione spiaggia/territorio e sull’esistenza di un’offerta ampia, contendibile e innovativa – osserva Cna Balneatori -. Le imprese non possono attendere in questa situazione di stallo senza sapere se possono investire sull’occupazione e sul rilancio e la ristrutturazione delle strutture. Questo mentre la stagione turistica centrale è alle porte, in un contesto di crisi e difficoltà per la capacità di spesa delle stesse famiglie italiane”.

“Lo spiraglio è piccolo e i tempi cominciano davvero a stringere – sottolinea Cna Balneatori -.  Per questo occorre che l’intero mondo turistico metta in campo il massimo della pressione possibile. La stessa cosa devono fare, se ci credono, la politica e la pubblica amministrazione ad ogni livello; per questo è molto apprezzabile il documento approvato in forma unitaria dal Consiglio Provinciale di Ravenna che va proprio in questa direzione”.

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