Confcommercio scrive ai parlamentari: "Negozi dei centri commerciali discriminati"

"L’obbligo di chiusura nei giorni festivi e prefestivi per le zone gialle che colpisce solo gli imprenditori del commercio con attività nei centri commerciali rappresenta un’oggettiva discriminazione"

"L’obbligo di chiusura nei giorni festivi e prefestivi, prevista nell’ultimo dpcm, per le zone gialle che colpisce solo gli imprenditori del commercio con attività nei centri commerciali rappresenta una volontaria distorsione della realtà e un’oggettiva discriminazione che il Governo ha volutamente attuato nei loro confronti". A parlare, in una lettera inviata ai parlamentari, è il presidente di Confcommercio Ravenna Mauro Mambelli.

"Ci sono imprenditori che si rivolgono a noi perché hanno anche attività nei centri commerciali e questa discriminazione toglie loro ogni singola possibilità di fare quel minimo di fatturato per andare avanti e far fronte a tutte le spese, cui sono soggetti gli imprenditori che operano in tale contesto - scrive Mambelli - Non trovo giusto che chi sta al governo discrimini in questo modo il commercio, facendo finta di aver così arginato il problema dell’epidemia. Ci devono spiegare le motivazioni che stanno alla base di questa scelta. Come giustamente ha detto in maniera molto chiara il nostro presidente Carlo Sangalli, una nuova chiusura delle attività produrrà la cancellazione di migliaia di imprese e questo perché ritardi ed errori, di chi governa, hanno di fatto trasformato una crisi sanitaria in una crisi economica senza confini. Ora io aggiungo una considerazione a voce alta: a cosa è servito perdere tutto questo tempo senza potenziare e contrastare tutte quelle situazioni in cui il virus avrebbe potuto diffondersi facilmente? Stanno gettando la croce sulle attività commerciali e sui pubblici esercizi che, rispettando tutte le procedure e le linee guida, offrono ai clienti garanzia di tutela dal contagio, per poi accorgersi solo a novembre che esisteva il problema dei trasporti, degli assembramenti fuori dai plessi scolastici, del mancato rispetto delle prescrizioni sanitarie".

"Per questi motivi ho deciso di inviare una richiesta d’intervento urgente a tutti i parlamentari (Camera e Senato) eletti nei collegi di Ravenna, chiedendo loro di intervenire presso i propri partiti per correggere questa stortura - continua Mambelli - Gli imprenditori, lo ricordo, non vogliono vivere di sussidi che poi possono non arrivare. Gli imprenditori vogliono poter lavorare rispettando tutte le norme di sicurezza. Infine, concordo con l’intervento del Presidente della Regione Bonaccini di queste ultime ore. Il virus sta correndo anche nella nostra zona: chiedo un organico e efficiente programma di controlli nei confronti di chi non rispetta le regole. Se un individuo non porta la mascherina, non possiamo più fare finta di nulla, se una o più persone attuano comportamenti che possono far circolare il virus più velocemente, allora occorre intervenire subito. Chiedo questo, per dare ancora agli imprenditori la possibilità e la speranza di continuare a tenere aperta la loro impresa”.

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