Mercoledì, 16 Giugno 2021
Economia

Confindustria tocca con mano la ripresa anche in Romagna. E sulle elezioni: "Ci sia unità sui grandi temi"

"Un appuntamento importante che come imprenditori ci auguriamo diventi l’opportunità per creare progetti condivisi sui grandi temi, in un clima propositivo di collaborazione e fiducia reciproca"

L’indagine flash del Centro studi di Confindustria Romagna evidenzia, nel primo quadrimestre 2021, ordini e fatturato in ripresa e prospettive di rilancio anche sul fronte internazionale. Dalle imprese viene confermato il ricorso al lavoro agile e la propensione a mantenerlo nel ritorno all’operatività ordinaria. Per questo “occorre accelerare per fare in modo che la Romagna possa ripartire in tutti i settori e diventare veramente attrattiva anche a livello internazionale. Tutte le forze coinvolte, dal pubblico al privato, non devono perdere tempo in nessun modo. Bisogna prendere decisioni efficaci nell’immediato e mettere in atto strategie concrete con un vero spirito di unione”, spiega una nota di Confindustria. 

L’indagine flash realizzata dal centro studi di Confindustria Romagna evidenzia che lo stato di salute della nostra industria, pur con la dovuta prudenza, mostra un miglioramento. Il ritorno in zona gialla, abbinato all'avanzamento della campagna vaccinale, ha aperto nuovi scenari per la seconda parte dell'anno. Nel primo quadrimestre 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020, il fatturato è previsto in aumento dal 58,8 % del campione e stazionario dal 25,9 %, la produzione è in crescita per il 58% del campione mentre gli ordini sono in crescita per il 62% degli intervistati e stazionari per il 25%. L’allentamento dei provvedimenti restrittivi è ritenuto abbastanza rilevante dal 31 % dei rispondenti e molto influente dal 15%. La maggior parte delle aziende intende proseguire con l’utilizzo dello smart working (64%).

Con un’ulteriore indagine sulle prospettive dell’export per il 2021 sul tessuto economico romagnolo è stato evidenziato che nonostante le difficoltà del 2020, rispetto all’anno precedente, il 55% del campione giudica un successo la propria esperienza sui mercati esteri e il 43% la ritiene un successo parziale.  Il 45% ha confermato poi di aspettarsi, nell’anno in corso, un recupero nelle esportazioni ai livelli precedenti la pandemia e un 20% ha indicato altri scenari nella maggioranza dei casi addirittura più ottimistici, con l’aspettativa di superare i risultati del 2019. 

“Dati che dimostrano che le aziende del nostro territorio, ovviamente con maggiore difficoltà per i settori più colpiti dalla pandemia, continuano ad operare a pieno ritmo per la crescita del territorio. Per questo dobbiamo e vogliamo essere ottimisti, ma allo stesso tempo non possiamo far finta che non ci siano problemi e molti ostacoli ancora da superare. È stato detto più volte che a livello nazionale siamo in ritardo. Per metterci al passo devono essere fatte in fretta le riforme necessarie. Il PNRR rappresenta la grande occasione per il rilancio, ma solo se gestito adeguatamente e nel coinvolgimento di tutto il sistema Paese. Bisogna raccordare il tema del rilancio degli investimenti (PNRR) con gli sforzi per fare dell'innovazione la sfida centrale, allo scopo di reinterpretare le trasformazioni intervenute sui mercati e sviluppare nuovi spazi di crescita delle attività e dell'occupazione nel contesto che si delinea per gli anni 2021-2025. Fattori che, consolidate le vaccinazioni, dovranno prendere la centralità del pensiero e degli sforzi anche da parte delle istituzioni contribuendo così a rafforzare la capacità competitiva come sistema territoriale sui mercati internazionali”.

Sempre la nota: “Fra le questioni di rilevanza generale per le aziende, sottolineiamo l’aumento dei costi di approvvigionamento (materie prime e trasporto) e in generale, della difficoltà a reperire le stesse materie prime che sta provocando ritardi e quindi rischia di aumentare il ricorso alla CIG. Altro tema è la difficoltà di trovare forza lavoro specializzata ed in linea con le richieste delle aziende. Intervenire per ridurre il gap fra scuola ed imprese è inevitabile e potere contare sull’offerta universitaria di alta qualità degli atenei del territorio è determinante. In questo percorso rientra anche la recente nascita della Fondazione per la Formazione Universitaria a orientamento professionale (FUP): un partenariato pubblico-privato che connette mondo universitario e reti industriali dell’Emilia-Romagna per la progettazione, la promozione e la gestione delle nuove lauree ad orientamento professionale. Nei nostri giovani risiede il nostro futuro, in loro e nella loro formazione dobbiamo credere ed investire”.

Ed infine: “In Romagna il prossimo autunno diversi comuni, tra cui i capoluoghi Ravenna e Rimini, saranno impegnati con le elezioni amministrative. Un appuntamento importante che come imprenditori ci auguriamo diventi l’opportunità per creare progetti condivisi sui grandi temi, in un clima propositivo di collaborazione e fiducia reciproca, per una Romagna unita e sempre più protagonista”.  

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