Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia

Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, previste nuove opere per 7 milioni

Il presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, Alberto Asioli, commenta così il bilancio del Concorzio, che quantifica il fabbisogno di costi e ricavi dell’ente in 22,81 milioni di euro

"Il budget 2017 è all’insegna del mantenimento della capacità operativa dell’ente, sia in pianura, sia nel territorio collinare e montano". Il presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, Alberto Asioli, commenta così il bilancio del Concorzio, che quantifica il fabbisogno di costi e ricavi dell’ente in 22,81 milioni di euro. Di questi, 7,041 milioni di euro sono relativi alla realizzazione di nuove opere finanziate da terzi (Stato e/o Regione), mentre i restanti 15,769 milioni di euro riguardano la parte corrente del bilancio, vale a dire quella relativa alla manutenzione ed esercizio del patrimonio di opere in gestione al Consorzio.

Tra queste si annoverano principalmente i canali di scolo, gli impianti idrovori, le botti a sifone, i manufatti di regolazione, gli impianti irrigui e relative reti distributive, le briglie nei torrenti e rii collinari: in pratica quel complesso di opere la cui piena funzionalità è condizione indispensabile per il mantenimento del delicato equilibrio dell’assetto idrogeologico del territorio. "Se vogliamo che il nostro territorio conservi le caratteristiche di produttività che lo contraddistingue e abbia un’accettabile condizione di sicurezza idraulica – afferma il presidente Asioli – non si può prescindere da una capillare azione di manutenzione e di esercizio di un’infinità di opere spesso collocate al di fuori dei centri abitati, ma che a questi in primis danno beneficio. Il budget 2017 tiene conto dell’esigenza di destinare le risorse necessarie a questa quotidiana attività del Consorzio".

Rispetto all’anno precedente il fabbisogno della parte corrente del bilancio fa registrare un aumento del 5,8%, nella quasi totalità riconducibile a un incremento dei costi tecnici, difficilmente incomprimibili, dell’ente, sia di quelli imputati per intero all’esercizio, sia delle quote d’ammortamento per nuove infrastrutture. Riguardo a quest’ultimo punto il presidente Asioli sottolinea il costante sforzo per l’ammodernamento tecnologico degli impianti, secondo una logica di tipo industriale che caratterizza un ente pubblico economico qual è il Consorzio: "In tempi di forte contrazione nello stanziamento di risorse da parte dello Stato, causa le ben note restrizioni del bilancio pubblico aggregato, non si può restare in posizione di stallo, ma occorre aggredire le criticità del territorio sotto il profilo della tutela idrogeologica, pur con i limiti imposti dalla ridotta capacità contributiva dei consorziati. E’ quanto l’ente da sempre cerca di fare".

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