Conto alla rovescia per i saldi invernali, i commercianti: "Occasioni per i consumatori"

Il Natale 2019 è stato meno consumista e più sostenibile ma la crisi dei consumi non è ancora archiviata: è questo lo scenario che emerge dall’analisi condotta da Confesercenti Nazionale

Il Natale 2019 è stato meno consumista e più sostenibile ma la crisi dei consumi non è ancora archiviata: è questo lo scenario che emerge dall’analisi condotta da Confesercenti Nazionale, uno scenario in continua trasformazione che negli ultimi dieci anni ha visto cambiare completamente le regole del gioco per consumatori e commercianti.

A poche ore dall’avvio dei saldi invernali, che in Emilia-Romagna partiranno sabato 4 gennaio e dureranno come di consueto 60 giorni, il consumatore medio fa i conti con il proprio potere di acquisto mentre gli esercenti delle nostre città si confrontano con le nuove abitudini di chi deve decidere come e cosa comprare: dalla crescita del commercio on line, percepito come più veloce e vantaggioso, all’orientamento della spesa delle famiglie verso i prodotti della tecnologia, alla tenuta del settore alimentare e dei pubblici esercizi, alle complessità del settore abbigliamento. Quel che è certo è che i consumatori fanno sempre più attenzione alla spesa, complice anche la percezione della difficoltà a vivere con il proprio reddito: un quarto delle famiglie (il 25%) oggi ritiene i prezzi un elemento di massima preoccupazione (erano solo il 15% nel 2010).

Tra esplosione dell’e-commerce e maggiore libertà di fare promozioni in diversi momenti dell’anno diventa sempre più difficile fare previsioni sull’andamento dei saldi tradizionali – commenta Mauro Tagiuri, presidente della Confesercenti di Ravenna –. La speranza di veder rifiorire con vigore il commercio tradizionale, che rappresenta ancora l’anima delle nostre città dal centro storico alle periferie, è diventata una sfida ardua. Indubbiamente i saldi danno respiro ai negozi: anche se non hanno l’incidenza che avevano in passato restano comunque una calamita per attirare le persone. Certo è che oggi il commerciante “tradizionale” per essere competitivo deve essere più che mai adeguatamente preparato e attento – sottolinea Tagiuri. Mettere a disposizione del cliente la propria esperienza e competenza è un valore aggiunto che può dare buoni risultati sia per l’impresa che per il consumatore. Importante anche il rispetto delle regole: trasparenza dei prezzi e degli sconti applicati, qualità della merce e correttezza del commerciante sono tutti elementi che contribuiscono a fidelizzare la clientela”.

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