Contributi per prevenire danni da fauna selvatica: "Bene, ma serve un piano di controllo per i cinghiali"

La Regione Emilia-Romagna ha appena approvato il nuovo bando per la concessione di contributi a imprese agricole interessate a eseguire interventi di prevenzione per danni da fauna selvatica

La Regione Emilia-Romagna ha appena approvato il nuovo bando per la concessione di contributi a imprese agricole interessate a eseguire interventi di prevenzione per danni da fauna selvatica alle produzioni vegetali e zootecniche, compresi gli allevamenti ittici.

Le domande, redatte secondo una specifica modulistica (reperibile negli Uffici Coldiretti), dovranno essere presentate entro il 25 ottobre 2019. I contributi stanziati, in totale 400mila euro, verranno erogati per interventi volti alla prevenzione dei danni arrecati da animali selvatici protetti dalle disposizioni comunitarie o da specie di fauna selvatica viventi stabilmente nei Parchi Regionali (comprese riserve naturali, oasi e rifugi). Gli aiuti, in regime de minimis, verranno concessi nel limite massimo di 20mila euro (quale valore complessivo per una medesima impresa nell'arco di tre esercizi fiscali), limite che si alza a 30mila per le imprese attive nel settore della pesca ed acquacoltura.

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"Ricordando che i nostri uffici sono a disposizione per tutte le operazioni necessarie alla compilazione e invio della domanda - spiegano da Coldiretti Ravenna - siamo a invitare tutte le aziende interessate a fare richiesta di questi fondi per la prevenzione, indubbiamente utili al contrasto dei danni da fauna selvatica, ma allo stesso tempo non possiamo esimerci dall’evidenziare ancora una volta la reiterata mancanza di un Piano di controllo del cinghiale sul territorio provinciale e in particolare nelle zone protette, oasi e rifugi in primis. La prevenzione è fondamentale perché aiuta certamente a limitare eventuali danni, ci mancherebbe, ma senza un piano di contenimento, il cinghiale, principale minaccia alle produzioni agricole, continuerà a imperversare e a fare tabula rasa nei campi coltivati”.

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