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Coronavirus, Cna Federmoda: "Il Governo condanna alla chiusura migliaia di imprese"

Jimmy Valentini, responsabile Cna Federmoda Ravenna: "Eppure esse contribuiscono a fare grande il sistema economico fatto di artigianato e pmi che crea ricchezza, occupazione, valore, esportazioni"

"Nell’ampliamento delle attività che hanno potuto riaprire da martedì, il Governo ha colpevolmente dimenticato una delle punte di diamante del “made in Italy”: le aziende che operano nella manifattura della moda italiana che riempiono le passerelle e i negozi del modo e inorgogliscono il nostro Paese non sono comprese tra le filiere considerate strategiche per la ripresa". A parlare è Jimmy Valentini, responsabile Cna Federmoda Ravenna.

"Eppure esse contribuiscono a fare grande il sistema economico fatto di artigianato e pmi che crea ricchezza, occupazione, valore, esportazioni e partecipa in maniera sostanziale alla coesione sociale grazie al profondo radicamento territoriale - continua Valentini - L’artigianato e le pmi della moda non sono fuggiti all’estero, sono rimasti ancorati ai luoghi dove gusto e qualità hanno la meglio sulla competizione al ribasso sui prezzi. A raccontarlo sono i numeri: oltre 80.000 imprese occupano circa un milione di persone, per un fatturato che si aggira sui 90 miliardi di euro; un settore che lega buona parte del successo alla sua capacità di penetrare nei mercati internazionali con il 72,2% del proprio fatturato, dato superiore a quello del settore manifatturiero nel suo complesso (58,3%). Non far ripartire le filiere del tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature significa condannare alla chiusura migliaia di imprese che hanno in magazzino, invenduta, la stagione primavera estate 2020, che hanno in portafoglio ordini tagliati per la stagione autunno-inverno 2020/2021 che non potranno soddisfare e che entro maggio dovrebbe presentare il campionario primavera estate 2021, rischiando di perdere clienti e mercati faticosamente conquistati e rischiando di essere così estromesse dal mercato. Gli imprenditori del settore moda sono pienamente consapevoli della necessità di conciliare la ripresa delle attività economiche, con il massimo rispetto delle misure di prevenzione del contagio, e sono già pronti a rispettare rigorosamente le condizioni di sicurezza previste nell’ambito del protocollo sottoscritto tra Governo e parti sociali il 14 marzo scorso”.

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