Coronavirus e turismo, Confcommercio Ascom: "Ci rialzeremo più forti di prima"

"Le imprese cervesi dovranno tenersi pronte e desistere dal rinunciare a questa stagione turistica, che chiaramente è già compromessa"

Confcommercio Ascom Cervia comprende lo scoramento e la situazione difficile dettata dalle misure di contenimento del covid-19 che in queste settimane costringono i piccoli e grandi imprenditori a tenere ferma la propria attività. "Si tratta di una situazione eccezionale, una emergenza sanitaria che ci deve trovare tutti uniti nel fronteggiarla rispettando ogni indicazione del governo e della regione. Tra le categorie più colpite c’è quella degli hotel e proprio per questo è necessario uno speciale intervento che li accompagni nella fase di riapertura prospettando tutele legali ed economiche. Ma, con l’impegno di tutti, la situazione dovrebbe migliorare come annunciato dalle stesse istituzioni prospettando una lenta riapertura del mercato dopo queste settimane di stop".

Confcommercio Ascom Cervia ritiene che "le imprese cervesi dovranno tenersi pronte e desistere dal rinunciare a questa stagione turistica, che chiaramente è già compromessa; dobbiamo vivere questa emergenza sanitaria con fiducia. L’accoglienza e l’ospitalità cervesi sono i tratti distintivi della terra di Romagna, della riviera e di Cervia che, per tradizione, è tornata più forte di prima proprio nei severi momenti di difficoltà".

Il presidente di Confcommercio Ascom Cervia Nazario Fantini ha dichiarato: "È chiaro che, in questo momento, la prima emergenza a cui dobbiamo far fronte è quella sanitaria e che dobbiamo attenerci con scrupolo a tutte le indicazioni che ci vengono date. Dobbiamo sostenere con tutti i mezzi e forze le persone coinvolte dall’emergenza, che ci auguriamo finisca il prima possibile. So quanto possa essere difficile organizzare le aperture degli hotel, che in questo momento sono la categoria probabilmente più penalizzata. Per il settore alberghiero, così come per tutte le altre attività, è indispensabile creare le situazioni economiche e legali che garantiscano una riapertura con le massime tutele. Finita l’emergenza è nostro compito pensare alla ripresa economica, vitale per il sostentamento della comunità cervese strutturata prevalentemente sul turismo. Ora più che mai bisogna sperare che per l’estate, verosimilmente a luglio, agosto e settembre, la situazione vada come tutti gli indicatori prevedono, verso la normalità".

"Teniamo conto che, a differenza di altre città dell’entroterra che vivono un’economia annuale, a Cervia oltre l’80% delle imprese stanno risentendo di sospensioni o limitazioni dipese dalle norme per il contenimento della diffusione del coronavirus - precisa Fantini - Al termine di questa emergenza ci attende un mondo nuovo, con tutte le incertezze e paure che avrà generato. È qui che gli imprenditori e la città di Cervia dovranno farsi trovare pronti per la ripartenza. Io credo che gli italiani, non appena si potrà, desidereranno vivere una vita all’aria aperta. Non dimentichiamoci che Cervia ha tutte le carte in regola per essere fra le prime mete scelte per la vacanza, offrendo delle caratteristiche ambientali e di spazi unici. La nostra è ancora una offerta unica: mare, salina, pineta. Grandi spazi che ci consentiranno di rispettare qualsiasi misura che sarà adottata dal Ministero della Salute. Sarà indispensabile enti locali, regione, governo e l’Europa mettano in campo tutte le risorse possibili a far fronte a questa annunciata gravosa difficoltà economica".

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Confcommercio Ascom Cervia è operativa, cercando di dare il massimo sostegno a tutti gli associati, specialmente a quelli che versano in situazioni più difficili. "Vorrei che ci fosse un maggior attenzione e che gli aiuti tendano verso le attività che si stanno organizzando per l’apertura - conclude il presidente - La Cervia che voglio continuare a immaginare è quella che, dopo la tromba marina dello scorso 10 luglio, in poche ore si è rimessa in piedi. L’evento non è certamente paragonabile per proporzioni, ma vorrei che come in quell’occasione venisse fuori lo spirito dell’imprenditoria cervese e romagnola: rialzarsi dopo le difficoltà più forti di prima e accogliere chiunque verrà da noi con un sorriso".

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