Coronavirus, l'Ausl risponde ai dubbi delle cooperative

Cosa fare se un lavoratore accusa sintomi riconducibili al Covid-19? E in caso di contatti sporadici con una persona positiva?

Cosa fare se un lavoratore accusa sintomi riconducibili al Covid-19? E in caso di contatti sporadici con una persona positiva? Sono alcune delle domande che ha affrontato il gruppo di lavoro con il Dipartimento Salute Pubblica dell’Ausl che ha visto protagoniste Legacoop Romagna e alcune delle più importanti cooperative associate: C.A.C., Icel, Cevico, Fruttagel, Copura, Gruppo Formula, Idrotermica Coop, Cocif, Terremerse, Consar e Federcoop Romagna. Oggetto della discussione le buone pratiche e linee guida da adottare sui posti di lavoro in tema di emergenza coronavirus. All'incontro ha preso parte la dottoressa Raffaella Angelini, direttrice del Dipartimento Sanità Pubblica che da mesi è impegnata direttamente su questi temi.

Restano ovviamente valide tutte le attività di prevenzione e i protocolli di sicurezza nel rispetto delle normative in vigore, di carattere nazionale e regionale, che prevedono in primis distanziamento, uso dei dispositivi di protezione individuale, pulizia profonda delle superfici, igienizzazione e lavaggio frequente delle mani e, in caso di positività, sanificazione degli ambienti. A ciò vanno aggiunte le buone pratiche già adottate in diverse imprese già nella prima parte dell’anno, tra cui ad esempio il lavoro in gruppi definiti, turni fissi e altre modalità organizzative che evitano la moltiplicazione dei contatti. Legacoop Romagna ha chiesto all’Ausl di sensibilizzare i medici di base, affinché adottino un comportamento univoco e orientato alla richiesta di test e tamponi in presenza di sintomi e la disponibilità ad attivare certificati medici medici di malattia anche in presenza di sintomi influenzali non febbrili, per evitare inutili rischi di contagio e per poter gestire al meglio il lavoratore.

Un’altra sollecitazione ha riguardato la campagna di vaccinazione per l’influenza stagionale, che porterà certamente molta confusione nell’ambito della diagnosi, ma soprattutto rischierà di debilitare le persone e renderle ancora più soggette agli effetti del coronavirus. Le cooperative hanno chiesto di potere aderire alla campagna di vaccinazione, sia sensibilizzando i dipendenti, sia sostenendone direttamente le spese. Infine, le cooperative ritengono opportuno un aggiornamento rispetto alle deliberazioni regionali sugli screening aziendali, poiché, in una fase in cui le condizioni cambiano molto rapidamente, le indicazioni diffuse nell'aprile scorso risultano superate dalle attuali modalità di tracciamento del virus.

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"Si è trattato di un appuntamento estremamente utile per identificare i temi principali di lavoro per le prossime settimane - dice il presidente di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti - La ripartenza dopo la pausa estiva ha fatto sorgere numerose sollecitazioni da parte delle imprese associate, alle prese con le più svariate situazioni. Insieme all’Ausl abbiamo quindi deciso di attivare un gruppo di lavoro specifico. Desidero sottolineare la disponibilità competenza della dottoressa Angelini, che ha risposto in modo dettagliato anche di fronte a casi non ancora codificati ed è stata di enorme aiuto nel chiarire I dubbi degli imprenditori. A lei va il più sentito ringraziamento del movimento cooperativo". L’incontro verrà ripetuto tra circa un mese per valutare i progressi e le novità, oltre che l’effetto della riapertura delle scuole sulla gestione dei dipendenti.

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