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Crisi Acmar, i lavoratori tornano in Piazza. L'azienda: "Onoreremo gli impegni presi"

Il presidio in piazza del Popolo, i sindacati: "Licenziamento non sostenibile, la soluzione è la cassa integrazione"

Le associazioni di lavoratori Fillea, Filca e Feneal hanno indetto una giornata di sciopero per mercoledì, con presidio in piazza del Popolo a partire dalle 9.30. Dopo la decisione unilaterale della cooperativa Acmar, che ha inviato ai primi di marzo alle organizzazioni sindacali e alle Rsu la comunicazione formale di apertura della procedura di mobilità con l'intenzione di licenziare 104 persone, si è aperto un difficile confronto tra le parti. Nell'ambito della discussione, le organizzazioni sindacali riferiscono di aver ritenuto "completamente insufficienti le proposte della direzione sugli incentivi all'esodo" e hanno ribadito "la necessità di utilizzare la cassa integrazione straordinaria per crisi, ancora nella disponibilità della cooperativa, con un percorso di mobilità volontaria e incentivi che traghetti questo difficile momento".

"La direzione della cooperativa si è dimostrata irremovibile e sorda alle richieste presentate e, inoltre, ha evitato qualsiasi confronto ufficiale con la propria base sociale, con i lavoratori e con le istituzioni che hanno provato a porsi come interlocutori - comunicano Fillea, Filca e Feneal -. Considerata questa situazione di stallo e l'avvicinarsi delle scadenze previste dalla procedura di mobilità, nella partecipata assemblea del 24 marzo è stato proclamato lo stato di agitazione con il blocco di tutte le prestazioni aggiuntive e una giornata di sciopero per mercoledì prossimo".

"Procedere con il licenziamento di più della metà dell'organico della cooperativa in questo momento, considerata la non superata crisi dell'edilizia e la fase che sta attraversando l'Acmar, è distruttivo e non sostenibile dal punto di vista sociale - dichiarano i responsabili dei sindacati edili Fillea, Filca e Feneal - La cooperativa deve aprire un confronto vero che porti all'utilizzo della cassa integrazione straordinaria. Invitiamo tutta la cittadinanza a unirsi ai lavoratori per evitare il dramma dei licenziamenti”.

INTERVIENE ACMAR - Sulla questione interviene anche Acmar con una nota: "Ci spiace constatare che i lavoratori non abbiano accettato la proposta economica di risoluzione volontaria del rapporto di lavoro che è stata formulata nonostante le chiare difficoltà economiche in cui si trova la cooperativa. Non comprendiamo, tuttavia, quale sia stato il criterio di valutazione adottato in assemblea visto che non ci risulta essere stata alcuna votazione. Ribadiamo che la volontà della Cooperativa è di onorare gli impegni di risanamento assunti per garantire un futuro alla maggior parte dei lavoratori in forza e alle loro famiglie. In questa prospettiva, dopo aver svolto fino ad oggi oltre 30 mesi di cassa integrazione, gestire questa crisi in modo conflittuale o continuando ad insistere su un percorso di ammortizzatori sociali, significherebbe mettere gravemente a rischio la continuità aziendale".

                                               

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