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Crisi Comart, 64 dipendenti a rischio: "Tutelarli con ammortizzatori sociali e ricollocazione"

L'onorevole Giovanni Paglia, esponente di Liberi e Uguali e deputato ravennate di Sinistra Italiana, interviene sulla difficile situazione dell'azienda Comart del gruppo Tozzi, con sede a Mezzano

"Mentre Eni annuncia due miliardi di investimenti nei prossimi 4 anni per il distretto ravennate, la vicenda della Comart è lasciata a un destino ineluttabile: licenziamento collettivo per 64 lavoratori e una discussione aperta sugli ammortizzatori sociali, senza certezze per queste persone e le loro famiglie". L'onorevole Giovanni Paglia, esponente di Liberi e Uguali e deputato ravennate di Sinistra Italiana, interviene sulla difficile situazione dell'azienda Comart del gruppo Tozzi, con sede a Mezzano.

"Ancora una volta a pagare è la forza lavoro - ingegneri, progettisti, project manager, disegnatori che hanno realizzato la progettazione e seguito la costruzione di piattaforme per l'Oil&Gas a livello internazionale - con il concreto rischio che si verifichi un effetto valanga di questa specifica crisi aziendale sull'intero indotto ravennate - prosegue Paglia - Le scelte aziendali passate che hanno portato la Comart sull'orlo del fallimento non possono essere pagate interamente dai lavoratori, e perciò chiediamo un intervento deciso delle istituzioni locali e del ministero dello Sviluppo Economico per verificare fino in fondo la possibilità di ammortizzatori sociali e per favorire la celere ricollocazione nonché per riconvertire ecologicamente il comparto dell'Oil&Gas; compito della politica, infatti, è non soltanto affrontare e risolvere l'emergenza, bensì anche proporre una visione di società".

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