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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Economia

Crisi del grano, nel Ravennate produzione più che dimezzata per colpa del maltempo

"L’allettamento appartiene alla normalità e non all’eccezione. E così sarà in futuro, quindi l’attività di adattamento al clima diventa cruciale" il monito del presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini

Per il secondo anno consecutivo flette la produzione di grano in Emilia-Romagna, portandosi sensibilmente al di sotto della media del quinquennio, su una estensione complessiva di 235.000 ettari circa tra tenero e duro. Causa l’ondata di maltempo, infatti, il 50% della superficie regionale si è allettata e in alcune province quali Ravenna, Ferrara e Bologna anche di più.

"L’allettamento appartiene alla normalità e non all’eccezione. E così sarà in futuro, quindi l’attività di adattamento al clima diventa cruciale - il monito del presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini - Temporali, raffiche di vento e grandinate hanno sferzato il grano nella delicata fase di formazione delle cariossidi, cioè nel momento in cui si determinano peso e caratteristiche qualitative, che sono aspetti rilevanti soprattutto per i grani duri e grani teneri di forza. L'allettamento provoca la stroncatura dello stelo riducendo l’assorbimento delle sostanze nutritive, bloccando quindi lo sviluppo della spiga e aumentando anche il pericolo di attacchi fungini".

"In generale cala la resa media del grano in Emilia-Romagna, accompagnata in particolare da un vero e proprio crollo della superficie coltivata a duro, nell’ordine del -25% sul 2023. Un dato a dir poco preoccupante per la terza regione produttrice d’Italia che vanta una filiera d’eccellenza della pasta “made in Italy” - osserva Bonvicini -. Vitale è sostenere la ricerca genetica per ottenere varietà resilienti all’allettamento, occorre poi investire nella crescita professionale del cerealicoltore in modo da prevenire e attenuare gli effetti del cambiamento climatico: favorire la corretta scelta del seme (così da avere piante sane fin dalla germinazione) e l’applicazione di buone pratiche agronomiche (preparazione del terreno e giusta densità di semina), passando per concimazioni azotate che siano ben equilibrate anche nelle quantità e un impiego mirato di fitofarmaci nelle varie fasi fenologiche".

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