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Crisi, segnali di ripresa ancora impercettibili: l'artigianato il più penalizzato

I primi timidi segnali di ripresa, che iniziano ad intravedersi nel contesto economico generale, non sono per nulla percettibili se ci sofferma sulle performance dell’imprenditoria artigiana al III trimestre dell’anno in corso

I primi timidi segnali di ripresa, che iniziano ad intravedersi nel contesto economico generale, non sono per nulla percettibili se ci sofferma sulle performance dell’imprenditoria artigiana al III trimestre dell’anno in corso. Nel territorio di Ravenna, infatti, al terzo trimestre 2013 si registra una flessione del -3,4%, dello stock di imprese dell’artigianato. Si tratta del peggiore terzo trimestre degli ultimi 6 anni (III trimestre 2007-III trimestre 2013).

Tale perdita subita del comparto è fortemente correlata all’accentuata diminuzione, del 4,2%, registrata dal principale settore artigiano della provincia: le Costruzioni (che pesano per il 43,2% del totale delle imprese artigiane presenti sul territorio). Nonostante l’artigianato è il comparto che più ha subito, e pagato, i duri colpi inflitti dalle due recessione, questo continua oggi a rappresentare una componente rilevante del tessuto produttivo della provincia, rappresentando il 27% del totale imprese e coinvolgendo il 20% del totale occupati.

Il settore dei Servizi alla persona, secondo per importanza nell’artigianato, è l’unico che mostra una tenuta del numero di imprese registrate, al III trimestre del 2013, con una variazione % positiva prossima allo zero (+0,2%). Non a caso, dei 7 settori driver dell’artigianato –che rappresentano un quinto dell’artigianato della provincia e che crescono al terzo trimestre dell’anno in corso dello 0,8% rispetto ad un anno prima - 3 appartengono al macro settore dei Servizi alla persona: Assistenza sanitaria, Altre attività di servizi per la persona e le Attività dei servizi di ristorazione.

Le difficoltà sul fronte imprenditoriale, come noto, si riverberano sul fronte occupazionale. Confrontando i valori medi 2012 dei principali indicatori del mercato del lavoro, con quelli di un anno prima, non passa certo inosservato l’ampio calo del tasso di occupazione, ancora più marcato per la classe d’età 15-24 anni. Il segmento più giovane è difatti quello più penalizzato del mercato. Inoltre, davanti a questi dati ci si accorge come si stia sempre più creando un dualismo generazionale del mercato del lavoro: con il tasso di occupazione giovanile, 15-24 anni, che scende 6,3 punti, e quello degli adulti, 55-64 anni, che sale di 5,4 punti.

"I dati illustrati non ci dicono solo cose negative - evidenzia Licia Redolfi, dell'osservatorio Artigianato e Micro-Piccole Imprese di Confartigianato Emilia-Romagna -. Gli imprenditori della provincia, come ci dimostrano i dati, sembrano aver colto quali sono i 2 principali volani per la crescita: innovazione e export. Difatti, Ravenna è il territorio dell’Emilia Romagna dove le imprese innovative, che hanno investito nei prodotti e tecnologie green, hanno incidenza maggiore sul totale delle imprese (24,2%). Si rilevano inoltre buone performance del made in Ravenna sui mercati esteri".

"Nel primo semestre dell’anno in corso rileviamo un aumento dell’export manifatturiero del 4,7%, dovuto per lo più alla crescita delle vendite sui vicini mercati dell’UE28 - chiosa Redolfi -. Va inoltre evidenziato che sono i prodotti della tradizione a fare da traino all’export della provincia. Questi rappresentano il 60,9% del valore complessivo delle vendite realizzate sui mercati stranieri, quota % più elevata rilevata tra le 9 province della regione. Non a caso gli incrementi più accentuati delle esportazioni li rileviamo per i prodotti del settore moda e del food. Ma per potere ricominciare a fare passi avanti e scorgere un orizzonte felice non basta, purtroppo, sfruttare ogni opportunità offerta dal mercato. Ma sono innanzitutto necessarie azioni incisive che permettano di superare i numerosi ostacoli che oggi rendono difficile fare impresa nel nostro paese. Una delle principali difficoltà che attanaglia il sistema produttivo è quella legata alla liquidità di impresa che colpisce in particolar modo le piccole e medie imprese con meno di 20 addetti".

"I finanziamenti concessi alle imprese della provincia, che registrano cali meno intensi per le imprese con più di 20 addetti, diversamente mostrano decrementi più accentuato per le MPI con meno di 20 addetti - prosegue -. Tra i fattori che possono differenziare in modo significativo il costo del prodotto, andando a creare condizioni di svantaggio competitivo per le nostre imprese sui mercati internazionali , individuiamo l’alto costo dell’energia elettrica. Questo problema pesa in particolar modo sul territorio di Ravenna, dove si stima che ciascuna impresa si trova a dover pagare oltre 5 mila euro in più all’anno rispetto ad un concorrente europea".

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