Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia

Contro la chiusura dell'azienda: protestano i lavoratori della Galileo Pasini

La mobilitazione sarà in concomitanza con il tavolo di crisi convocato dal Comune di Ravenna

Venerdì i lavoratori della Impresa Costruzioni Galileo Pasini scenderanno in piazza per protestare e contrastare la decisione di chiusura dell'azienda con la messa in liquidazione e il licenziamento di tutti i lavoratori. Il presidio, organizzato da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil e dalla Rsu dell'Impresa Costruzioni Galileo Pasini, verrà effettuato dalle 15 alle 18 in piazza del Popolo a Ravenna. La mobilitazione sarà in concomitanza con il tavolo di crisi convocato dal Comune di Ravenna.

Al tavolo, oltre all'assessore Massimo Cameliani, alla Direzione aziendale e ai rappresentanti dei sindacati di categoria sono stati invitati Confindustria e le aziende industriali del petrolchimico di Ravenna, dove i dipendenti della Pasini lavoravano per i contratti di appalto in essere. "Obiettivo del tavolo - spiegano i sindacati - è la ricollocazione dei lavoratori nelle aziende che sostituiranno la Pasini negli appalti, con un impegno delle aziende committenti del petrolchimico a richiedere come condizione nell'appalto il reimpiego dei lavoratori licenziati".

L'Impresa Costruzioni Galileo Pasini di Ravenna è una delle aziende più significative e importanti del settore edile della provincia, infatti è stata costituita nel lontano 1946, oltre che per  la specializzazione che la contraddistingue nei lavori edili industriali, in particolare per i cantieri che ha sempre avuto dentro il petrolchimico di Ravenna. "Negli ultimi anni aveva subito pesantemente gli effetti della crisi del settore con un forte ridimensionamento del personale e la costituzione di una nuova società riducendo l'organico fino agli attuali 30 dipendenti", ricordano i sindacati.

"Non c'è più tempo da perdere, le lettere di licenziamento sono già arrivate ai lavoratori - dichiarano le organizzazioni sindacali Fillea, Filca e Feneal -. E' fondamentale e necessario che si trovi una soluzione al tavolo di crisi con la ricollocazione dei lavoratori. Il patrimonio professionale e la competenza che hanno sempre dimostrato i lavoratori della Pasini non può essere disperso e, inoltre, l'amministrazione e il comparto industriale non possono sottrarsi alla responsabilità sociale della salvaguardia occupazionale del territorio. Il settore edile oggi non vede la ripresa più volte annunciata e soprattutto nel nostro territorio ha comportato una vera e propria ecatombe di imprese e posti di lavoro, senza un forte senso di responsabilità e risposte concrete saremo al dramma sociale con l'esplosione di tensioni non più controllabili".

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