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Crisi libica, Mingozzi: "Rimuovere il blocco dell'oil&gas in Adriatico"

" Ravenna deve continuare a battersi a fianco delle imprese del settore e dei relativi occupati per non lasciare nulla di intentato e non perdere la speranza"

"La crisi che si sta consumando in Libia rischia di aggravare le condizioni di approvvigionamento del greggio e degli idrocarburi che pone costantemente l'Italia in condizioni di dipendenza sullo scenario internazionale". E' quanto afferma Giannantonio Mingozzi, presidente del Terminal Container Ravenna. Prosegue l'ex vicesindaco: "L'impegno di Eeni è ammirevole per mantenere le strutture operative in Libia anche di fronte a scontri militari, ma nessuno può dire cosa accadrà domani ed è ormai certa una forte impennata dei prezzi del greggio".

Per Mingozzi, da sempre difensore dell'industria oil&gas ravennate, "occorre rimuovere le decisioni "no-triv" assunte di recente che bloccano le attività di ricerca e sfruttamento dei giacimenti nazionali e dell'Adriatico in particolare. Il comparto degli idrocarburi per l'Italia vuol dire maggiore autonomia rispetto ai paesi produttori, meno inquinamento, meno spesa e più lavoro come è stato ribadito più volte nella recente OMC di Ravenna dalle imprese del nostro porto".

"Di fronte alle incertezze accentuate dalla crisi libica ed in generale dalla situazione internazionale che rendono le fonti energetiche ancora più preziose per chi le detiene - conclude Mingozzi -  Ravenna deve continuare a battersi a fianco delle imprese del settore e dei relativi occupati per non lasciare nulla di intentato e non perdere la speranza.

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