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Dalla lite all'accordo: in Camera di Commercio si 'fa pace' in meno di due mesi

In ambito commerciale una lite tra imprese o tra privati e imprese spesso può costare cara in termini di tempo e denaro

Dalla lite all’accordo: in Camera di commercio di Ravenna si “fa pace” in meno di due mesi. Una boccata di ossigeno per gli imprenditori ravennati, specie in questi mesi di pandemia. In ambito commerciale una lite tra imprese o tra privati e imprese spesso, infatti, può costare cara in termini di tempo e denaro, perché nel caso di ricorso alla giustizia ordinaria l'esito è incerto e soprattutto può arrivare anche dopo molto tempo. Dunque, l'investimento collegato alla controversia e/o alla relazione commerciale con la controparte in cui siamo in lite, può subire un danno.

“Ricorrere ad un mediatore imparziale, che assista le parti in lite nella ricerca di un accordo amichevole che sia soddisfacente per entrambe - ha sottolineato Giorgio Guberti, commissario straordinario della Camera di commercio - preserva, infatti, l'investimento economico e la stabilità degli accordi commerciali reciproci. Occorre un cambiamento culturale profondo anche nelle imprese perché la loro richiesta di giustizia sia sempre più sostanziale, orientata al risultato e non meramente formale. Mi auguro si continui con sempre maggiore determinazione in questa direzione, per radicare gradualmente nel nostro sistema la convinzione che gli strumenti propri della giurisdizione debbano essere attivati soltanto ove i tentativi alternativi si siano rivelati infruttuosi”.

2013 (di queste, più del 50% hanno coinvolto imprese) le liti gestite dal 2011 ad oggi (180 nel solo anno della pandemia), 58 i giorni di media necessari per la composizione dei conflitti, 236mila euro il valore medio delle controversie attivate, oltre 4 i milioni di euro risparmiati dalle imprese ravennati in 10 anni. Sono i numeri dell’Organismo di mediazione della Camera di commercio, accreditato nell’elenco speciale tenuto dal Ministero della Giustizia e che, negli ultimi due anni, ha visto crescere del 25% il totale delle mediazioni portate a termine con successo. Un numero destinato a crescere con la legge n. 70 del 25 giugno 2020, che ha introdotto, in conseguenza dell’emergenza Covid, nuove ipotesi di mediazione “obbligatoria” per il contenzioso relativo a obbligazioni contrattuali inadempiute tra le quali, ad esempio, tutte le controversie del settore turistico-alberghiero (biglietti aerei, anticipi per viaggi, etc..), rimborsi per spettacoli non eseguiti, contratti di fornitura non rispettati, ritardi di consegna di merce e molti altri ancora.

Numerosi, poi, i vantaggi fiscali per chi intraprende i percorsi di giustizia alternativa, si ricorda ad esempio che tutti gli atti del procedimento di mediazione sono esenti da imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. A far litigare di più gli imprenditori ravennati – fa sapere la Camera di commercio – sono la locazione (14%) e i contratti bancari (13%), cui si aggiungono le controversie in materia di diritti reali (9%), condominio (8%) successioni ereditarie (6%) e responsabilità medica (5%). Senza dimenticare, poi, che, per la maggior parte dei soggetti coinvolti, litigare è fonte di stress e per uno su tre lo stress si ripercuote in ufficio, mentre per uno su quattro si riflette anche nell’ambito familiare e sulla salute.

Sono oltre quattro anni, infine, che i Mediatori della Camera di commercio di Ravenna hanno costituito l’associazione “Risolvere Insieme”, tra le più convinte promotrici di eventi di impulso e approfondimento del procedimento di mediazione. “Il vantaggio del nostro ruolo – ha rimarcato Cristina Bessi, presidente della Associazione - è sicuramente quello di sgravare l’attuale carico pendente nelle aule di giustizia, ma anche quello di essere facilitatori della comunicazione tra persone che non si parlano a volte da decenni, dissipando carichi di coinvolgimenti emotivi che si prolungherebbero per tutto il corso di un procedimento in Tribunale, senza trovare il giusto spazio e valutazione”. Proprio in collaborazione con l’associazione, la Camera di commercio ha stipulato un accordo con la Fondazione Flaminia e il Dipartimento di Scienze Giuridiche di Ravenna per la realizzazione di attività e progetti comuni finalizzati alla diffusione e promozione degli strumenti di giustizia alternativa.

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