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Martedì, 17 Maggio 2022
Economia

Diritto camerale in aumento del 20%: "Ingiusto, le imprese sono già soffocate dalle tasse"

Con queste parole Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale di Ravenna, commenta l'aumento del diritto camerale, la "tassa" che ogni anno le imprese iscritte devono versare all'istituto

"Trovo profondamente ingiusto oltre che ingiustificato l’aumento del 20% del diritto camerale votato a larga maggioranza dalla Camera di commercio di Ravenna". Con queste parole Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale di Civici Ravenna, commenta l'aumento del diritto camerale, la “tassa” che ogni anno le imprese iscritte devono versare all’istituto. "Fatta eccezione della Confesercenti rappresentante dell’associazione dei commercianti, l’intero consesso camerale si è espresso a favore di questo rincaro in un momento, oltretutto, in cui l’economia continua a dare segnali di sofferenza. La motivazione dell’ente autonomo di viale Farini legata a tale incremento, peraltro, appare davvero molto debole e discutibile. Tale aumento, infatti, non può essere giustificato unicamente utilizzando il paravento di progetti nazionali promossi da Unioncamere, poiché in questo caso  sarebbe stata sufficiente la richiesta alle imprese di un contributo eccezionale una tantum. Quello richiesto, invece, è un aumento rigorosamente determinato e irreversibile che le aziende dovranno sopportare alla scadenza di ogni anno".

"Inoltre - prosegue Spadoni - in questo quadro emerge l’atteggiamento incoerente e contradditorio di tutte le rappresentanze presenti in questo ente di tradizione storica, le quali, da una parte a ogni favorevole occasione evidenziano le difficoltà oggettive delle imprese, dall’altra avallano l’ennesimo balzello con l’incremento di una gabella che va solo nella direzione di aumentare la tassazione in capo agli imprenditori già gravati da un’elevata pressione fiscale. Al riguardo va ricordato che il peso della tassazione italiana è del 14%, mentre per altri paesi i dati sono inferiori: Olanda 13,1%, Belgio 12,2%, Germania 11,8%, Spagna 10,8%, Francia e Inghilterra 10,6%. I vari comparti dell’economia locale, invece di questa notizia sfavorevole  si sarebbero aspettati, piuttosto, di conoscere qualche linea progettuale e programmatica riferita alla possibile partnership con altre Camere di commercio, finalizzata al contenimento e alla razionalizzazione dei costi riferiti all’ente, oltre ad auspicare una  funzione più propositiva e di reale sostegno delle imprese".    

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