Dopo il gelo la neve: fiori da frutto bruciati, colpo di grazia per gli agricoltori

Coldiretti ha avviato tutte le procedure per la richiesta del riconoscimento dello stato di calamità

Colpo di grazia per la frutticoltura ravennate che, dopo le gelate della notte tra lunedì e martedì, mercoledì mattina in piena primavera si è risvegliata sotto la neve. 

I primi fiocchi bianchi sono comparsi nelle zone collinari di Casola Valsenio, Riolo Terme e Brisighella, dove la temperatura anche questa notte era scesa sotto lo zero, compromettendo ulteriormente gemme e fiori degli alberi da frutto. E le previsioni meteorologiche non lasciano affatto ben sperare, dato che questa gelida perturbazione giunta dall'Europa sud orientale proseguirà almeno sino a sabato.

"Se è vero che è ancora troppo presto per una stima precisa dei danni, comunque di certo molto importanti, è altrettanto chiaro che preoccupa fortemente il protrarsi del gelo che potrebbe compromettere irreparabilmente le coltivazioni - spiegano da Coldiretti - Dopo le prime stime di martedì, una valutazione definitiva potrà essere fatta solo nei prossimi giorni, al termine di questa ondata di maltempo. Nel frattempo, comunque, abbiamo avviato tutte le procedure per la richiesta del riconoscimento dello stato di calamità".

24 marzo casola valsennio impianto antibrina quadro-2

"Un disastro così grande in una sola notte non si era mai visto": questo il commento di Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna, mentre sono in corso i rilievi in campo in seguito alla gelata della notte. "Nel corso degli anni ci sono state altre calamità identiche negli effetti, ma non in una sola notte - continua - in particolare ricordiamo il 1997, ma il disastro fu la somma di diverse notti con temperature sotto zero per lunghe ore. Questa volta in una sola notte è successa una tragedia. Questa si aggiunge agli effetti covid-19, ad un'annata agraria fra le più difficili, come quella del 2019, in particolare per gli effetti della cimice asiatica che, nel caso ce ne fossimo dimenticati, è ancora fra noi e le avvisaglie ci sono già. Quel poco che resterà dopo questa gelata è molto a rischio. Oggi è il 25, potrebbe essere Natale visto il clima e la neve, ma è marzo e molte colture sono già più avanti anche di 10/15 giorni a livello di ciclo vegetativo considerate le temperature e l'andamento climatico dei mesi scorsi".

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"Come Lega ci stiamo muovendo anche in Unione dei Comuni della Bassa Romagna in modo che la Regione si attivi per stanziare immediatamente fondi emergenziali da erogare agli agricoltori per far fronte all’enorme danno subito. Ma non solo: è necessario che la giunta di Stefano Bonaccini disponga una moratoria affinché slittino di almeno un anno le scadenze di tasse e rate, in modo da non gravare ulteriormente sulle aziende agricole che hanno subito danni”. E' quanto chiede il gruppo consiliare Lega in Unione dei Comuni della bassa Romagna con un ordine del giorno presentato mercoledì, a prima firma Enrico Zini, che spiega: “L’inizio del mese di marzo 2020 è stato più caldo rispetto alla media stagionale e questo ha comportato la fioritura precoce di diverse coltivazioni. La gelata di queste notti ha di fatto vanificato il lavoro di questi mesi perché porterà alla mancata produzione di varie piante da frutto e questo avrà gravi conseguenze negative sul piano occupazionale, in quanto migliaia di dipendenti stagionali non verranno assunti nel periodo estivo, andando ad aggravare una situazione già resa precaria dall'emergenza coronavirus. L'auspicio è quello di trovare un confronto proattivo con la maggioranza, come già accaduto, per fare fronte comune alle esigenze del primo comparto produttivo dell'Unione”.

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