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Martedì, 17 Maggio 2022
Economia

Economia, cala la produzione industriale nel terzo trimestre del 2016 in provincia

In particolare nel periodo luglio-settembre trimestre 2016 la produzione industriale della provincia è diminuita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Nel terzo trimestre del 2016 la produzione industriale in provincia di Ravenna ha subito un rallentamento. A fornire i dati aggiornati è la Camera di commercio.

INDICATORI - A partire dall'inizio del 2015 i principali indicatori dell'industria manifatturiera provinciale erano tornati positivi interrompendo una prolungata fase recessiva in atto dal 2011. I primi sei mesi del 2016 hanno confermato tale crescita. Mentre nell'ultimo trimestre la produzione, il fatturato estero e gli ordini registrano una nuova flessione. In particolare nel periodo luglio-settembre trimestre 2016 la produzione industriale della provincia è  diminuita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2015. Tale risultato è in controtendenza rispetto a quanto si osserva in regione, dove continua la crescita registrata negli ultimi trimestri con un incremento della produzione dell'1,8%.

Il fatturato cresce dello 0,5%, in misura più contenuta rispetto alla media degli ultimi trimestri. Il fatturato estero, invece, risulta in flessione del 2,1%. Tale dato sorprende considerando che negli ultimi trimestri la componente estera aveva fatto da traino per la ripresa con ritmi di crescita più sostenuti rispetto al volume d'affari totale. Nel terzo trimestre gli ordini totali diminuiscono dello 0,8% rispetto al 2015 mentre continua a crescere la domanda estera, +3,7%.
Alla fine del periodo, sono 11,4 le settimane di produzione assicurata dichiarate dalle imprese mentre nella media dei tre mesi è del 73,8% la percentuale di utilizzo degli impianti.

CONFRONTO CON IL TRIMESTRE PRECEDENTE - Nel terzo trimestre, i principali indicatori congiunturali, espressi in forma di giudizio e non in termini quantitativi, segnalano un prevalere delle imprese che hanno registrato variazioni negative rispetto al trimestre precedente. Per la produzione il 35,6% del totale dichiara una diminuzione contro il 26,0% che dichiara un aumento e il 38,4% che esprime un giudizio di stabilità. Il saldo tra chi osserva una crescita e chi una flessione è del -9,6%.

Per il fatturato prevalgono le imprese che dichiarano una diminuzione, il 41,2% del totale. Il saldo è negativo, la percentuale delle imprese che dichiarano una flessione supera del 17% quelle che registrano una crescita mentre il 34,6% dichiara una stabilità. Per gli ordinativi il saldo è del -6,7%. Il 39,2% delle imprese registrano una flessione contro il 32,4% che dichiara un aumento e il 28,4% una stabilità.

PREVISIONI - Il clima di fiducia è positivo per tutti gli indicatori tranne che per gli ordinativi esteri. Nel terzo trimestre il saldo tra le imprese che prevedono una crescita e quelle che prevedono una flessione è positivo per la produzione, +21,5%, per il fatturato, +24,2% e per gli ordinativi totali, +14,8%. Mentre è leggermente negativo, -0,5%, per gli ordinativi  dall'estero,+2,2%. Per tutti i parametri, la maggior parte delle PMI ritiene che le condizioni rimarranno stabili.

IMPRESE ATTIVE - Continua la flessione nel numero delle imprese attive  nella provincia di Ravenna nel settore industriale. Al 30 settembre 2016 le imprese manifatturiere si attestano a quota 2.907, con una diminuzione di 20 unità (-0,7%) rispetto alla stessa data del 2015.

I settori più colpiti sono quello del tessile, abbigliamento e pelle che si riduce di 11 unità (-3,5%) e quello del legno e mobili, - 7 unità (-3,3%). A seguire quelli della carta e editoria, -6 unità (-5,4%) e dei minerali non metalliferi, -6 unità (-3,8%). Perdono unità anche il settore  dell'elettricità e elettronica, alimentare e delle macchine e mezzi di trasporto.
In crescita il settore dei metalli e prodotti in metallo, +7 unità (+1,0%), dell'installazione e manutenzione (+ 4 unità, +1,8%) e dell'energia (+3 unità, +3,0%) e della chimica e gomma e plastica (+1 unità, +0,9%), .

Per quanto riguarda la forma giuridica, la flessione interessa le ditte individuali, -17 imprese (-1,4%) e in misura maggiore le società di persone -30 (-4,3%). Prosegue l’incremento delle società di capitali, +20 (+2,2%) e delle altre forme societarie, +7 (+17,1%).

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