Economia

Edilizia, confermata la ripartenza per il fatturato del settore nel ravennate

Il risultato è molto migliore anche rispetto a quello pre-pandemia, ovvero di quello ottenuto nell’analogo trimestre del 2019

Secondo l’indagine sulla congiuntura, condotta dalla Camera di commercio di Ravenna in collaborazione con il sistema camerale dell’Emilia-Romagna, l’osservazione del dato tendenziale per il fatturato del settore delle costruzioni evidenzia, per il secondo trimestre dell’anno, la conferma dei segnali positivi e mette a segno un altro incremento, pari a +3,3%, dopo la caduta del -14,4% registrata nel secondo trimestre del 2020. Il risultato è molto migliore anche rispetto a quello pre-pandemia, ovvero di quello ottenuto nell’analogo trimestre del 2019, in cui il fatturato del settore ravennate aveva subito un decremento tendenziale pari a -4,9% (rispetto al corrispondente trimestre dell’anno prima).

Nel secondo trimestre del 2021, continua il recupero anche per il giro d'affari dell’artigianato provinciale dell’edilizia con un altro segno più e che realizza, rispetto al secondo trimestre dell’anno precedente, un +1,3%. Tra aprile e giugno, gli stimoli introdotti a sostegno del settore delle costruzioni, la capacità organizzativa delle imprese e il progressivo retrocedere della pandemia hanno dunque reso possibile una ulteriore spinta della ripresa partita lo scorso trimestre. L’industria delle costruzioni della regione Emilia-Romagna, nel secondo trimestre 2021, con una intensità relativa pari a +11,9%, accelera la ripresa e prosegue la tendenza positiva, con una velocità più brillante rispetto al risultato provinciale.

I risultati tendenziali dei primi due trimestri del 2021, risentono ovviamente del confronto con i corrispondenti trimestri del 2020, che hanno registrato forti contrazioni con l’esplosione della crisi sanitaria e le conseguenti sospensioni delle attività. Nei primi sei mesi del 2021, l’edilizia ravennate sembra ripartire nonostante alcune criticità, tra cui quella rappresentata dall’aumento rilevante dei prezzi a livello internazionale, in particolare di materie prime e di commodity, di grave impatto sul settore delle costruzioni sia nazionale che locale. Per non parlare della crescita dei costi riferiti alle utenze (energia elettrica, gas, ecc…), tema non solamente italiano e il rincaro autunnale dei costi dell'energia riguarderà tutta l’Europa e in generale tutto il mondo.

Per quanto riguarda l’andamento rispetto al trimestre precedente, nel secondo trimestre del 2021, gli indicatori congiunturali espressi in forma di giudizio (stabilità, diminuzione, aumento) sono positivi ed in miglioramento per la produzione, rispetto al trimestre precedente, esternando così una valutazione sostanzialmente favorevole sull’andamento congiunturale del settore; negativi, invece, per il volume di affari, con un saldo che pur rimanendo contenuto, risulta in peggioramento. Le previsioni delle nostre imprese edili convergono verso l’aspettativa di tendenze in peggioramento per quanto riguarda il fatturato e per i successivi tre mesi (luglio-settembre 2021) gli imprenditori edili ravennati sono piuttosto pessimisti, nonostante gli incentivi ed il miglioramento della situazione sanitaria. La quota dei pessimisti sale e calano le imprese ottimiste. Il saldo tra chi prevede aumenti rispetto a chi ipotizza riduzioni ritorna quindi in campo negativo (-20,1%). La prospettiva di un altro rimbalzo positivo o per lo meno la speranza di un ulteriore recupero per il trimestre estivo non viene avvalorata dagli operatori del settore. Consideriamo inoltre che è scesa sotto al 50% la quota delle imprese del campione che spera nel breve periodo di riuscire a mantenere almeno invariata l’attività (47,8%).

Tira la domanda, decolla il bonus 110%, sta per partire il P.N.R.R.: eppure il settore nazionale delle costruzioni rischia il blocco, stretto nella morsa del rincaro delle materie prime, della scarsità di materiali e della carenza di manodopera specializzata per i cantieri. Problemi su cui da tempo le imprese hanno lanciato l’allarme. Pesano soprattutto il rincaro delle materie prime e la scarsità di materiali; c’è il rischio che le imprese siano impossibilitate a rispettare i contratti, sia nelle opere pubbliche che nei cantieri privati. E lo sviluppo annunciato per i prossimi mesi rischia di svanire, mettendo a rischio la ripresa del Pil nazionale e locale. L’analisi della base imprenditoriale del settore delle costruzioni mette in evidenza che la consistenza delle imprese, al 30 giugno 2021, conta 5.209 imprese attive al Registro Imprese di Ravenna, che rappresentano il 15,3% del totale delle imprese operative provinciali. Secondo la lettura temporale dei dati, rispetto allo stesso trimestre del 2020, il numero totale delle imprese attive del settore è aumentato di altre 70 unità, pari a +1,4% in termini percentuali. Nel periodo in esame, l’andamento in termini di velocità relativa, sfiora quello regionale (+1,5%); migliore il risultato in ambito nazionale (+1,9%).

La crescita della consistenza delle imprese dell’edilizia, iniziata già dal trimestre precedente, ha posto fine a più di dieci anni di incessante riduzione. La tendenza positiva per la base imprenditoriale dell’edilizia è stata determinata dalle imprese operanti nei lavori di costruzione specializzati (+79 unità e +2%); ancora in negativo l’andamento tendenziale per le attive nella costruzione di edifici (-5 e -0,5%) ma positivo quello congiunturale (+0,8%). In flessione il piccolo gruppo di imprese che svolge attività di ingegneria civile (- 4 e -8,5%). Per quanto riguarda la forma giuridica le società di capitale, giunte al 16,3% del totale, continuano la corsa in positivo con altre 33 unità in più (+4,1% la variazione relativa); anche le ditte individuali, nel confronto con il secondo trimestre del 2020, mettono a segno un incremento, crescendo di 54 unità (+1,4%), fenomeno già iniziato con il trimestre d’apertura d’anno. Sono invece in flessione le società di persone (-10 imprese e -2%) e le cosiddette “altre forme giuridiche”, complessivamente con 7 ditte in meno e pari a -10,1% in termini percentuali.

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