Effetto Covid sulle imprese: produzione in calo, e nei prossimi mesi peggiorerà

I risultati della rilevazione mettono in evidenza che nel primo trimestre del 2020 quasi tutti i principali indicatori dell’industria della provincia di Ravenna hanno evidenziato segno negativo

La Camera di Commercio di Ravenna ha realizzato un'indagine congiunturale, in collaborazione con Unioncamere Emilia-Romagna, sui risultati del primo trimestre 2020 dell'industria manifatturiera, su un campione statistico rappresentativo dell'universo delle imprese provinciali fino a 500 addetti dell'industria in senso stretto e delle costruzioni.

Indicatori tendenziali

Il primo trimestre del 2020 è stato segnato dagli effetti del lockdown, attuato a causa della pandemia da Covid-19 con il blocco delle attività, sia a livello produttivo che a livello di commercio al dettaglio, dei servizi e dei pubblici esercizi, con eccezioni riservate alle filiere, ai prodotti e alle prestazioni che sono stati definiti essenziali, quali ad esempio il settore alimentare, parte dei trasporti, il comparto sanitario e farmaceutico,ecc. In un contesto senza precedenti, di grande incertezza e di forti timori, l’andamento congiunturale dell’industria manifatturiera, nel primo trimestre del 2020, è stato penalizzato soprattutto in riferimento al fermo dell’attività del mese di marzo. I risultati della rilevazione sulla congiuntura dell’industria manifatturiera mettono infatti in evidenza che nel primo trimestre del 2020 quasi tutti i principali indicatori dell’industria in senso stretto della provincia di Ravenna hanno evidenziato segno negativo.

Nel dettaglio dell’analisi tendenziale del sistema manifatturiero, nel primo trimestre 2020 la produzione industriale provinciale mostra, come purtroppo ci si attendeva, un calo, che è pari a -2,3% in termini di variazione percentuale e rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente; ma gli effetti saranno destinati a risentirsi anche nel prossimo futuro e per lungo tempo. A livello regionale, la produzione del manifatturiero ha  fatto registrare mediamente una  flessione più pesante, pari a -10,4%; all’interno della regione Emilia-Romagna, tutti gli andamenti provinciali della produzione manifatturiera hannoevidenziato segni negativi, anche se con diverse intensità e per la maggior parte la negatività si è manifestata conindicatori a due cifre. Ravenna mostra la flessione più contenuta fra le province emiliano-romagnole. In provincia di Ravenna, alla dinamica negativa della produzione dell’industria manifatturiera, si è accompagnata anche quella del totale degli ordini, che ha fatto registrare una contrazione pari a -2,8%; andamento negativo anche per le commesse provenienti dal mercato estero, con una flessione più o meno similare a quella del complesso degli ordinativi,pari a -2,6%. Il primo trimestre del 2020 fa segnare anche un brusco calo del fatturato dell’industria; per questa variabile, il rallentamento tendenziale complessivo è pari a -3,8%, mentre la componente estera, in tenuta e in controtendenza, ha fatto registrare un +1% e quindi in questa fase le vendite sono state sostenute solo dal mercato estero. Una delle conseguenze della frenata degli ordini è la diminuzione del periodo di produzione assicurata: a fine marzo, è risultato pari a 7,9 settimane, in calo rispetto al dato di un anno prima (a fine marzo 2019 era pari a 11 settimane). Anche il grado di utilizzo degli impianti diminuisce rispetto al dato riferito allo stesso trimestre dell’anno precedente e la percentuale crolla a quota 69,9% (era 77,1% nel primo trimestre del 2019); ovviamente questo dato sconta in parte le misure di contenimento e distanziamento sociale imposte alla popolazione e alle aziende nell’ultimo mese del trimestre di rilevazione.

L’indagine congiunturale relativa al primo trimestre 2020 conferma quindi il calo dei principali indicatori per l’industria manifatturiera ravennate, conseguenza del Coronavirus e delle misure messe in atto per contenere l’epidemia. Con il lockdown, infatti, molte imprese hanno visto un fermo totale o parziale e la domanda della maggior parte dei beni eservizi di consumo ha registrato una battuta d’arresto, con profonde differenze tra comparti, dovute ai mercati verso cui è orientata la produzione e alla possibilità di prosecuzione dell’attività solo per alcune tipologie di imprese e di filiere. Le statistiche dei primi mesi del 2020 parlano quasi esclusivamente di morti, di contagi, di quarantene, di chiusure, di misure sanitarie; in questa fase iniziale il Covid-19, ha impattato fortemente non solo sui nostri sistemi sanitari ma anche sui nostri sistemi sociali ed economici, sottoposti a forte stress e messi a  dura prova a causa della loro scarsa resilienza. Ma la vera resilienza, ossia la capacità di un sistema di non crollare di fronte ad uno shock esterno, forse non risiede tanto in una statica resistenza, quanto piuttosto in una capacità di riorganizzazione e innovazione del sistema stesso, tenendo anche conto che l'impatto dell'emergenza Coronavirus continuerà ad essere forte e le prospettive per il futuro sono piene di incognite, a seconda degli scenari che si concretizzeranno.

Andamento rispetto al trimestre precedente

Per quanto riguarda l’andamento nel breve periodo, nel primo trimestre dell’anno in corso i principali indicatori congiunturali della provincia di Ravenna, espressi in forma di giudizio, sono tutti negativi e segnalano il prevalere di imprese interessate da variazioni al ribasso, rispetto al trimestre precedente. In dettaglio, per la produzione il 24,6% delle imprese del campione ravennate esprime un giudizio di stabilità; fra le restanti però prevale la percentuale di quelle che dichiarano una diminuzione, 47,6% contro il 27,7% che segnala invece un aumento, e il saldo tra le due percentuali è pertanto negativo e pari a -19,9%. Risultati peggiori vengono segnalati per il fatturato: il 51,3% delle imprese dichiara un decremento rispetto al quartotrimestre del 2019; inoltre, tra le altre, prevalgono, seppure di poco, le aziende del campione che segnalano stabilità per il fatturato (25,9%), rispetto a quelle che invece dichiarano un incremento (22,8%). Per il fatturato complessivo si registra quindi un saldo negativo pari a  -28,5%. Anche per gli ordinativi il saldo è negativo, pari a -17,9%, con una percentuale di imprese che accusa una diminuzione per il complesso degli ordini (46,8%) superiore a quella che invece indica un aumento (28,9%); inoltre, il 24,3% indica stabilità per il totale degli ordinativi, rispetto al trimestre precedente.

Previsioni per il trimestre successivo

Le pesanti ripercussioni del Covid-19 non si estingueranno nel breve periodo: le previsioni delle nostre imprese manifatturiere infatti esprimono l’aspettativa di tendenze in peggioramento nei prossimi mesi e il saldo tra chi prevede aumenti rispetto a chi invece ipotizza riduzioni risulta negativo per i principali indicatori di previsione per il trimestre successivo. Nel dettaglio, per la produzione la percentuale di imprese che prevede una variazione negativa supera di gran lunga quella che si attende una variazione positiva, dando luogo ad un saldo importante ma con segno meno e pari a -44,1%; saldi rilevanti e con segno negativo anche per gli ordinativi nel loro complesso (-47,9%) e per le commesse dall’estero(-47,3%), visto il rallentamento dell’economia in ambito nazionale e internazionale. Anche per il fatturato il saldo è negativo (-33,6%) e la quota di imprenditori che prevede cali del fatturato supera e distanzia la quota di quelli con previsioni ottimistiche (45,2% per i primi contro l’11,7% per i secondi). Solo per l’indicatore della produzione, la maggioranza delle imprese ha ritenuto le condizioni per il trimestre successivo invariate, non aspettandosi modifiche significative.

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Imprese attive

Le ditte industriali attive della nostra provincia, cioè l’effettiva base imprenditoriale del settore, a fine marzo 2020 sono risultate 2.771, con una diminuzione corrispondente a 47 unità in meno rispetto alla stessa data dell’anno precedente, pari a -1,7% in termini percentuali. In provincia di Ravenna continua la flessione nel numero delle imprese attive, sia in totale (-1,5%) che nel settore industriale (-1,7%) e, come si evince dai valori relativi, per il comparto industriale la contrazione è stata un po’ più marcata, rispetto a quella del complesso del   sistema imprenditoriale locale. A livello settoriale, la tendenza alla diminuzione prevale: si riducono le imprese in quasi tutti i settori di attività industriale, in maniera più o meno ampia. In crescita solo il settore della installazione e manutenzione, che continua a far registrare segno più, guadagnando 7 unità in più, pari a +2,6%, in termini relativi.

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