Emergenza cinghiali: blitz di allevatori e agricoltori ravennati a Roma

Molti sono giunti dalla collina ravennate con tanto di cartelli che recitavano “Il cinghiale campa, il campo crepa”, “Invasi dai cinghiali, ma noi non molliamo”, “Difendiamo il nostro territorio”

"Più che raddoppiati negli ultimi dieci anni, sono ormai 2 milioni i cinghiali presenti sul nostro Appennino, configurando un pericolo concreto per la tenuta economia e idrogeologica del territorio". A denunciarlo, durante il blitz di giovedì mattina davanti a Montecitorio a Roma, migliaia di agricoltori, allevatori ed esponenti istituzionali, molti dei quali giunti proprio dalla collina ravennate con tanto di cartelli che recitavano “Il cinghiale campa, il campo crepa”, “Invasi dai cinghiali, ma noi non molliamo”, “Difendiamo il nostro territorio”.

"Nella dorsale appenninica le popolazioni di cinghiali guadagnano terreno rispetto alla presenza umana, con una concentrazione media di un animale ogni cinque abitanti in una fascia territoriale segnata già dalla tendenza allo spopolamento per l’indebolimento delle attività tradizionali - spiegano da Coldiretti Ravenna - Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità del problema - l'eccessiva presenza di selvatici rappresenta infatti un rischio per il nostro agroalimentare visto che proprio nei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche nazionali - gli agricoltori della Coldiretti, affiancati anche dai rappresentanti dei sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, dell’ambientalismo e delle associazioni dei consumatori come Symbola, Terranostra, Federparchi, Federconsumatori, Codacons, Adusbef e Legambiente, hanno mostrato le foto degli incidenti provocati sulle strade dai cinghiali oltre, ovviamente, a quelle dei danni nelle campagne".

"Chi si è visto distruggere più volte il campo di mais, il castagneto o il vigneto dai cinghiali – ha affermato Nicola Grementieri, castanicoltore e Responsabile Coldiretti per l'alta collina faentina - sceglie alla fine di non seminare più, si arrende e abbandona il territorio. Il rischio è che via via venga meno la presenza degli agricoltori e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico”. “Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti e del lavoro dei nostri allevatori – gli ha fatto eco il Direttore di Coldiretti Ravenna Assuero Zampini – dei tanti imprenditori agricoli che con coraggio continuano a presidiare anche i territori più isolati e a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del nostro patrimonio, del nostro Made in Italy agroalimentare”.

"Un tesoro messo a rischio dall’avanzata dei cinghiali che sempre più spesso in queste aree si spingono fin dentro i cortili e sugli usci delle case, scorrazzando per le vie dei paesi o sui campi, nelle stalle e nelle aziende agricole e, di fatto, mettendo a repentaglio la sicurezza dei residenti e degli automobilisti. La proliferazione senza freni dei cinghiali sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali. Le modalità di ricerca di cibo attraverso una cospicua attività di scavo ben visibile sui campi coltivati provoca, infatti, notevoli danni alla biodiversità. Sempre nelle aree boschive - conclude Coldiretti - sono poi ben conosciuti i danni provocati dagli spostamenti di questa specie golosa di frutti spontanei come funghi e tartufi che rappresentano, per molti territori, una vera ricchezza non solo biologica quanto economica, costituendo una fonte integrativa di reddito per molti residenti".

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