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Venerdì, 14 Giugno 2024
Economia

Energia, Confindustria: "Il blocco delle estrazioni di gas ha messo in ginocchio molte aziende"

Confindustria Romagna: "Non possiamo più rimandare. Occorre arrivare a un forte aumento dell’estrazione delle riserve nazionali di gas naturale, potenziare la quota strutturale di energia da rinnovabili e aumentare la quota di GNL liquido via mare"

Confindustria Romagna esprime il proprio plauso alla richiesta del Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che nell'incontro di lunedì sera all'hotel Majestic di Bologna ha rilanciato al Governo e all'Europa l'appello per un Recovery plan sull'energia e per la ripresa delle estrazioni in Adriatico.  "E' emergenza nell'emergenza. Così bene l'Europa ha fatto sulla pandemia, così bene deve fare su questo tema che è gigantesco". Nell'occasione, Bonaccini ha parlato anche di incrementare le estrazioni di gas dove già ci sono le stazioni di estrazione. Per il il presidente della Regione mettersi in sicurezza sugli approvvigionamenti di energia significa "avere nel medio e lungo periodo la possibilità di fare la transizione ecologica".

"Una necessità che Confindustria Romagna segnala da anni e che è sempre più indispensabile per rispondere all’emergenza che stiamo vivendo. La difficile situazione internazionale in atto - afferma l'associazione di  categoria - sta impattando pesantemente sull’aumento del costo dell’energia. Ricordiamo, a tal proposito, che la recente indagine flash del centro studi di Confindustria Romagna ha evidenziato che il 38,1% delle imprese interpellate, prevede un calo fino al 20% del fatturato da export nel medio termine e alla domanda su quali conseguenze sono maggiormente temute per la propria attività, i rispondenti hanno indicato proprio i rincari dei costi energetici (63,5%)".  

"Non possiamo dimenticare che le scelte prive di ogni logica che hanno portato al blocco delle attività di estrazione del gas in Italia, hanno messo in ginocchio molte aziende del settore.  Affermiamo quindi, ancora una volta, che va radicalmente rivisto l’approccio alla politica energetica. Non possiamo più rimandare: occorre arrivare a un forte aumento dell’estrazione delle riserve nazionali di gas naturale, potenziare la quota strutturale di energia da rinnovabili riservata alle imprese e aumentare la quota di GNL liquido via mare, diversificandone al massimo i Paesi di provenienza. Siamo convinti - conclude Confindustria Romagna - che Ravenna e la Romagna abbiano tutte le carte in regola per candidarsi a capitale dell’energia e della transizione energetica".  

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