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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Economia

Energia, Roca: "Ora rimpiangiamo e paghiamo la scelta di non produrre il nostro gas"

L'associazione delle imprese offshore: "Non solo, gli iter per la messa in produzione di impianti eolici o solari sono talmente lunghi al punto da scoraggiare gli investimenti. E oggi paghiamo anche il peso di questa burocrazia"

"C’è voluta una guerra per fare aprire gli occhi ai nostri politici impegnati a turno nei vari Governi. Negli anni hanno bloccato tutte le attività che potevano darci una maggiore autonomia energetica. Si è preferito dire NO a tutto e importare l’energia dall’estero. Tutti ricordiamo il parlamentare ministro che compiaciuto dichiarava “ho bloccato le trivelle in Adriatico” e quelli che si sono battuti per bloccare la TAP o i termovalorizzatori o i rigassificatori". Questo il commento di Franco Nanni, presidente del Roca - Ravenna Offshore Contractor Association, a proposito della recente crisi energetica.

"Ora rimpiangiamo (e paghiamo salato) la scelta di non produrre il nostro gas e di importare a caro prezzo il metano dalla Russia, di non avere i termovalorizzatori e importare energia elettrica da chi ha trattato i nostri rifiuti. Rimpiangiamo di non avere fatto i rigassificatori per potere diversificare le importazioni. E guarda caso la TAP ha salvato qualche famiglia dal freddo dello scorso inverno. Non solo - aggiunge Nanni - gli iter per la messa in produzione di impianti eolici o solari sono talmente lunghi al punto da scoraggiare gli investimenti. E oggi paghiamo anche il peso di questa burocrazia".

"Abbiamo visto partire la piattaforma Tyra II che è stata realizzata dalla Rosetti in un periodo di grandi difficoltà causa la pandemia da COVID19. È una piattaforma altamente tecnologica e indubbiamente è un vanto per la cantieristica ravennate - spiega il presidente del Roca - Molte delle aziende associate ROCA hanno collaborato a tale costruzione dando la possibilità di fare lavorare le maestranze che hanno acquisito tante esperienze che non possono esprimere per l’Italia. Tutto il mondo sta cercando di essere energicamente più indipendente possibile. Solo l’Italia negli ultimi anni ha fatto una politica del NO. TYRA II renderà completamente autonoma la Danimarca dall’import di gas. Abbiamo ancora tanto gas che potrebbe essere prodotto in Italia ma i nostri governi hanno cercato di demonizzarlo per importare dall’estero. Spendendo di più, inquinando di più e togliendo lavoro alle aziende Italiane".

"Speriamo che piattaforme come TYRA II possano presto essere costruite per il Mare Adriatico per proteggerci per i futuri inverni. Finalmente qualcuno si è reso conto dell’importanza dei rigassificatori che non sono inutili come qualche politico ha sostenuto e qualcuno continua a negarne l’utilità. Anche Ravenna è candidata a tale investimento che porterebbe, fra l’altro, lavoro alle aziende del settore offshore. Il rigassificatore - aggiunge Nanni - ha il grande vantaggio di andare ad acquistare il gas in ogni parte del mondo, in quanto non si è obbligati ad utilizzare un cordone ombelicale quale è la tubazione. Inoltre si ha il vantaggio di potere acquistare il gas metano nei periodi di minore richiesta a prezzi vantaggiosi, quindi stoccarlo per utilizzarlo in inverno quando c’è maggiore richiesta ed i prezzi risalgono. Ravenna potrebbe diventare un importante hub avendo anche la possibilità di stoccaggio".

"Ma sembra che una programmazione a lunga scadenza sia troppo complicata per i nostri Governi - conclude il presidente di Roca che ha recentemente scritto al Ministro Cingolani auspicando - un commissario al gas o meglio all’energia per snellire tutti quegli investimenti necessari per assicurarci un futuro migliore. Compreso naturalmente l’accelerazione dei permessi anche per gli impianti eolici offshore, impianti necessari per una vera transizione".

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