Esportazioni dal ravennate, brusco stop: -100,8 milioni di euro

E' quanto emerge dai dati presentati dalla Camera di Commercio sull'andamento, i prodotti e le destinazioni delle esportazioni provinciali nel primo trimestre

Nei primi tre mesi del 2016, le esportazioni della provincia di Ravenna registrano una pesante flessione: -100,8 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2015, pari al -10,5% in termini relativi. Già il 2015 aveva chiuso con il segno meno, confermando i primi segnali negativi emersi alla fine del 2014. E' quanto emerge dai dati presentati dalla Camera di Commercio sull'andamento, i prodotti e le destinazioni delle esportazioni provinciali nel primo trimestre.

Tra gennaio e marzo si è registrata una battuta d'arresto anche per le esportazioni regionali e nazionali. Se il 2015 aveva chiuso in positivo in Emilia-Romagna (+4,4%) e in Italia (+3,8%), il 2016 apre con una stazionarietà nel territorio emiliano-romagnolo e con una leggera flessione nel territorio nazionale (-0,4%). Anche il Made in Italy subisce le conseguenze negative della fase di rallentamento attraversata dal commercio mondiale. Con lo 0,88% del totale nazionale, Ravenna occupa il 40° posto in Italia e il 6° in Emilia-Romagna nella graduatoria delle province esportatrici.

Nel corso del 2015, crescono le esportazioni dirette verso l'Africa settentrionale (+38,8%), l'America centro-meridionale (+38,7%), l'Asia orientale (+33,3%) e centrale (+3,6%) e verso i paesi dell'Unione Europea (+1,0%). La flessione registrata negli scambi del periodo è determinata dalle merci dirette verso altri paesi africani (-89,6%), verso il Medio Oriente (-19,1%), verso i paesi dell'Europa extra comunitari (-5,8%) e verso l'Oceania (-4,7%). Il dato relativo ai paesi africani è sempre legato alla commessa nel settore off-shore acquisita da imprese ravennati in Costa d'Avorio nei primi mesi dell'anno passato.

La Germania rimane il mercato più importante per le imprese ravennati, assorbendo il 14,2% delle vendite all'estero, nonostante gli scambi continuino a registrare una flessione (-15,7%). Segue la Francia a cui è destinato il 10,5% dell'export provinciale e che segna un +16,9% rispetto ai primi mesi del 2015. Il terzo paese per importanza è il Regno Unito che registra una crescita importante del 69,9%. Rilevante anche la crescita dei traffici diretti in Cina (+115,1%). Con il segno più anche le esportazioni verso i Paesi Bassi (+15,5%). Al contrario risultano in flessione gli scambi con gli Stati Uniti (-5,9%), con la Spagna (-7,8%) e con la Polonia (-16,5%).

A determinare il calo complessivo di 100,8 milioni di euro registrato nei primi tre mesi del 2016 rispetto all'anno precedente, hanno contribuito prevalentemente il settore dei prodotti in metallo (-117,3 milioni, pari a -84,7% in termini relativi), quello dei prodotti della metallurgia (-15,5%) e in misura minore quello dei prodotti chimici (-1,1%). All'opposto crescono le vendite all'estero di macchinari e  apparecchiature meccaniche (+16,3%), di prodotti alimentari (+5,1%), di apparecchiature elettriche (+5,9%), di prodotti agricoli (+0,7%), di prodotti in gomma e plastica (+7,4%) e in misura rilevante di computer e prodotti elettronici (+18,6%).

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Nella classifica dei principali settori di esportazione delle imprese di Ravenna, nel periodo considerato, il primo posto è occupato dai prodotti chimici che rappresentano il 22,2% delle esportazioni provinciali, seguiti a ruota dai macchinari e apparecchiature generiche che rappresentano il 21,5%. I prodotti chimici sono principalmente diretti in Germania, Francia e Spagna, mentre i macchinari prodotti nel nostro territorio sono destinati principalmente al mercato inglese, cinese e americano. La Germania rimane il primo partner commerciale per i prodotti chimici e i prodotti della metallurgia. Il Regno Unito per i macchinari e la Francia per i prodotti alimentari. 

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