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Martedì, 29 Novembre 2022
Economia

Estrazioni, il sindaco: "Sacrosanto riprenderle". Autorità Portuale: "Se a Ravenna non riprendono bloccarle anche in Croazia"

Se ne è discusso durante il convegno "Il gas nazionale risorsa necessaria per indipendenza e transizione energetica: il caso della ceramica" promosso da Confindustria Ceramica

Riprendere le estrazioni di gas oltre le nove miglia senza impatto ambientale e collegandole ai grandi gasivori per sostituire quote d'importazione, è "giusto e sacrosanto chiunque sia a proporlo". La pensa così il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, aprendo venerdì mattina in città i lavori del convegno "Il gas nazionale risorsa necessaria per indipendenza e transizione energetica: il caso della ceramica" promosso da Confindustria Ceramica. Il ravennate, argomenta il primo cittadino, è "strategico" per tutta l'industria ceramica e "vive una forte ambizione: dare un contributo fondamentale a una sfida complicata", vale a dire che "l'Italia continui a essere un Paese industrializzato e da questo difficilissimo momento recuperi slancio per affrontare alcuni nodi". Da qui per esempio il grosso investimento sul porto per farne non solo uno scalo di importazione ma anche di esportazione; il progetto della nave rigassificatore; mentre occorre "accelerare sul parco eolico" così come sul sistema di captazione della Co2. Insomma, conclude, c'è "tanta carne sul fuoco

Sull'energia "servono certezze per i prossimi 25 anni perchè le imprese devono investire". Per cui occorre chiarire "se il gas si estrae o no, se l'elettrico è la risposta o no e da dove arriva il petrolio per fare energia". È quanto chiede il porto di Ravenna, che ha in corso lavori per un miliardo di euro di investimenti già tradotto in contratti, attraverso il presidente dell'Autorità di sistema portuale Daniele Rossi intervenuto al convegno. Rossi sottolinea dunque l'importanza di "risposte definitive" in tema di energia. A partire dal gas. Perchè, precisa, "se a Ravenna non si può estrarre si deve andare a Bruxelles per il no anche in Croazia". Invece dall'altra parte dell'Adriatico sono state aperte nove nuove concessioni. Per cui "se non c'è un problema di subsidenza le nove concessioni vanno date anche alle imprese italiane e per fare lavorare l'offshore di Ravenna". Sul fronte dei lavori sul Candiano, aggiorna, una delle due stazioni ferroviarie in banchina è uscita dalla Conferenza dei servizi e l'altra ci entrerà entro gennaio. Mentre con l'impianto di trattamento dei fanghi da escavo si garantisce di arrivare a 14,50 metri e una manutenzione costante dei fondali senza più vincoli ambientali. Per il porto di Ravenna, conclude Rossi, si apre dunque "una storia nuova e di maggiore tranquillità

Fissare per legge il prezzo e i volumi di gas italiano assegnato alle industrie gasivore. Andando dunque a specificare meglio il decreto gas release. È la richiesta che lancia al governo, e nello specifico alla viceministro all'Ambiente Vannia Gava, il presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani. Il settore conta in Italia 260 aziende e 27.000 addetti diretti, che arrivano a 43.000 sommando anche costruttori di impianti, smalti e colori. Nel 2021 sono stare realizzati 435 milioni di metri cubi di piastrelle e lastre, l'85% andato in esportazioni, per un fatturato di 6,2 miliardi di euro. "Siamo piccoli ma una lepre in tante cose", sottolinea Savorani, a partire dalla tecnologia. E "siamo energivori per 20 minuti, con una vita media degli impianti fino a 40 anni": insomma "il nostro prodotto è molto più sostenibile di altri", mentre "l'indice di salubrità è estremamente elevato rispetto alle alternative", e infatti dopo la pandemia "non si sta dietro alla domanda". L'unica misura strutturale sul gas, prosegue, è estrarre quello nazionale, che "ha costi più bassi anche dal punta di vista ecologico", e veicolarlo alle imprese gasivore per mantenerne la competitività. Altri Paesi, aggiunge, "prendono misure mentre noi siamo molto ligi alle direttive europee": così quelli dell'Est non sono allineati e fanno contratti con la Russia a metà prezzo; la Spagna abbonda di rigassificatori e acquista il gas fuori dal comprensorio europeo. "Non è nostro interesse fermare la transizione, abbiamo fatto investimenti", per cui, conclude Savorani, occorre "restare competitivi facendo la trasizione energetica, così i concorrenti ci copiano: l'ecosostenibilità è un argomento di competitività

È partita "in queste ore" la Valutazione di impatto ambientale, Via, sul progetto di un parco eolico offshore di fronte alla costa riminese, con la richiesta della Regione di "metterlo un po' più lontano", precisa l'assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Colla intervenendo all'evento. Per quello sulla costa ravennate, aggiunge, la risposta sulla Via dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno, tenendo presente però, precisa, che tanto per le trivelle quanto per i parchi eolici si tratta di aree demaniali e "l'ultima parola è dello Stato". La transizione per fare reggere il sistema è a gas, poi "avanti tutta" sulle rinnovabili, ma "le aziende con i lavoratori dentro non le chiudiamo": questo è "l'emendamento al decreto gas release della Regione", precisa Colla. Occorre ampliare lo stoccaggio, da qui la concessione in continuità a Snam per Minerbio, inoltre "abbiamo 36 concessioni di gas in regione e le daremo, fermare gli investimenti sarebbe assurdo". E poi Tresigallo e Alfonsine. Sul nucleare, prosegue, "ci sono due referendum e la democrazia la rispetto, ma la ricerca deve essere libera e l'unico punto dove la si fa è Brasimone. Mentre sul decreto, aggiunge l'assessore, "è preciso, va in deroga al Pitesai per le operazioni da nove miglia in poi". D'altronde "se ci sono piattaforme esistenti non utilizzarle è sbagliato", mentre "sui nuovi buchi" serve consenso, perchè "il paese si aiuta insieme, senza destra e sinistra Sul rigassificatore a Ravenna il sì è "granitico", perchè "la partecipazione preventiva è fondamentale, e l'auspicio è che il 24 novembre la Commissione europea si decida tra tetto l prezzo del gas, fondo e prezzo comune, mentre nella prossima legge di stabilità, manda a dire al governo, servono "attenzione al settore sanità, moratorie dei mutui e deo prestiti per famiglie e imprese. Ammortizzatori per tenere dentro i lavoratori.

Ogni provvedimento in campo energetico va "supportato da studi e tecnologie attuali". Un discorso valido anche per il nucleare di quarta generazione. La viceministro all'Ambiente, Vannia Gava, chiude in convegno da remoto invitando a mettere da parte, sul fronte delle estrazioni di gas al centro del decreto gas release, "la paura per qualche comitato o per studi di 20 anni fa". È "un dovere - argomenta - sostenere le aziende italiane" e "creare un percorso di messa in sicurezza" sull'energia. Si è infatti "sottovalutato il pericolo" di essere dipendenti principalmente da un solo Paese per l'approvvigionamento di gas. Mentre ora si punta sulla diversificazione delle fonti, ma "servono le infrastrutture e sui rigassificatori siamo indietro. Il decreto, prosegue la viceministro, "andava sbloccato a luglio: se ci sono dei siti vanno valorizzati utilizzando il gas per le aziende italiane a prezzo calmierato", che si andrà a definire. L'invito di Gava è dunque a "non correre dietro alle ideologie" e realizzare "opere sostenibili che non danneggiano l'ambiente". Le decisioni, ribadisce, vanno prese in base agli studi a la politica "deve poi avere il coraggio di andare nei territori e spiegare il perchè". Ma di certo "è assurdo dire no alle estrazioni del gas in Adriatico quando a qualche chilometro la Croazia estrae.  Il governo pensa anche a una revisione del Pitesai, conferma Gava, per la valutazione di altri siti, e servono le infrastrutture, tra raddoppio del Tap, condotta adriatica, aumento degli stoccaggi dove il territorio lo permette. Perchè, conclude "non si può investire solo sulle rinnovabili, anche se lo facciamo e continueremo a farlo", con una maggiore semplificazione per dare certezze sui tempi e puntando anche su idrogeno e nucleare, "una parola che non può spaventare". (fonte Dire)

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