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Filiera suinicola più trasparente, Coldiretti: "Tutti i vantaggi per allevatori e consumatori"

Una filiera suinicola più forte e trasparente a tutto vantaggio degli allevatori e dei consumatori

Una filiera suinicola più forte e trasparente a tutto vantaggio degli allevatori e dei consumatori. Questo l’obiettivo cui tendono i recenti provvedimenti licenziati da Governo e Ministero dell’Agricoltura, ossia il Decreto sul prosciutto del 5 dicembre scorso e i nuovi Disciplinari dei Consorzi San Daniele e Parma.

Il Decreto firmato dalla Ministra Bellanova spinge molto sul concetto di trasparenza, prevedendo sia un fondo da 5 milioni per garantire massima equità e chiarezza nella formazione dei prezzi nelle Cun, sia l’introduzione dell’obbligo di etichettatura d’origine per tutti i salumi, quindi con ampia tutela del consumatore finale e dell’intera filiera suinicola made in Italy, nella quale operano allevatori e produttori  che investono quotidianamente in qualità.

Il fondo, entrando nel dettaglio, oltre ad incentivare i contratti di filiera e promuovere il consumo delle carni suine informando il consumatore, prevede anche contributi per acquistare e installare macchine di valutazione automatica delle carcasse (3 milioni), campagne di comunicazione e valorizzazione della filiera con particolare attenzione al prosciutto Dop (1,5 milioni) e trasparenza nella determinazione dei prezzi con analisi dei dati di mercato e utilizzo di software avanzati (0,5 milioni). Fondamentale, per Coldiretti, anche il via libera all’obbligo dell’etichettatura e quindi dell’indicazione della provenienza per le carni suine trasformate, provvedimento atteso dal 93% degli italiani che ritengono importante conoscere l’origine degli alimenti e dire finalmente basta all’inganno di prosciutti e salami fatti con carne straniera ma spacciati per made in Italy. Secondo il testo del decreto, i produttori devono indicare in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a “Paese di nascita degli animali, paese di allevamento e di macellazione.

La dicitura “100% italiano” è utilizzabile solo se la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.  l settore della produzione di salumi e carne di maiale – ricorda Coldiretti – in Italia, dalla stalla alla distribuzione, vale 20 miliardi.

“Il provvedimento sull’etichettatura – commenta il Direttore Coldiretti Ravenna Assuero Zampini - fa finalmente chiarezza rispetto a una situazione che vede oggi tre prosciutti sui quattro venduti in Italia fatti con cosce di maiali provenienti dall’estero, all’insaputa dei consumatori e facendo concorrenza sleale ai nostri allevatori”. L’etichettatura dei salumi è l’ultimo capitolo della storica battaglia per la trasparenza condotta dalla Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa.

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