Venerdì, 17 Settembre 2021
Economia

Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte presentano il bilancio: disavanzo di 153mila euro

Ammontano a 181mila euro, però, gli interventi a favore della sanità e per il contenimento della diffusione del Covid-19

A fine giugno il Consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo ha approvato il Bilancio 2020 dopo che questo ha ottenuto il parere favorevole dell’Assemblea dei Soci. Anche per il 2020 il rendiconto presenta un disavanzo le cui cause sono da attribuire, come negli anni più recenti, alla pesantezza della gestione del patrimonio immobiliare, il cui programma di cessione ha trovato un ulteriore ostacolo, dopo quelli dovuti alle difficoltà del relativo mercato e alla complessità insita negli edifici di carattere storico, nella pandemia.

Il disavanzo di 153mila euro è circa la metà di quello dell’anno precedente perché su di esso sono state contabilizzate minusvalenze assai inferiori, ma pur sempre tali da condizionare il risultato d’esercizio. Focalizzando la sola parte di gestione ordinaria, il risultato si mantiene anche quest’anno su valori prossimi al pareggio, con una onerosità corrente del patrimonio immobiliare che, nel suo complesso, non è compensata che parzialmente dagli introiti per affitti.

La cessione di alcune unità immobiliari ha però favorito una migliore gestione del comparto finanziario che ha confermato per tutto l’esercizio l’azzeramento del debito bancario corrente e ridotto in modo significativo (- 252mila euro) quello a lungo termine; nella Relazione sono riportati in evidenza i preliminari per la cessione di altre quattro unità immobiliari. Il Consiglio di Amministrazione in merito all’attività gestionale ribadisce ancora una volta che il risanamento patrimoniale e il ritorno all’attività erogativa primaria potranno essere realizzati solo a condizione che venga conclusa al più presto la cessione degli immobili e che ciò possa avvenire a condizioni di equità.

Sempre presente per la promozione delle attività artistiche e culturali che trovano origine ed espressione in gruppi ed associazioni della nostra zona, nel 2020 è stata programmata la rassegna “Al Pavaglione per ricominciare”: pur fra aumentate difficoltà a causa delle restrizioni imposte dalle nuove regole per il contenimento della diffusione dell’epidemia, la Fondazione ha voluto dare continuità alla rassegna per rispondere a una abbondante richiesta della cittadinanza e per dare un segnale di attenzione alle espressioni artistiche locali, come tutte assai limitate nella loro possibilità di esibizione in questo periodo.

Infine, da segnalare l’attività erogativa, che è stata possibile grazie ai fondi messi a disposizione dal Fondo di Beneficienza di Crédit Agricole Italia e del Fondo di Solidarietà fra le Fondazioni dell’Emilia-Romagna, a cui si è aggiunto lo stanziamento di quota di parte dell’eredità dei coniugi Elena Gordini e Ferruccio Zannoni, di cui è stata destinataria la Fondazione con lo scopo di assegnarlo per opere di beneficienza. Nelle destinazioni, per complessivi 181mila euro, si sono privilegiati gli interventi a favore della sanità e di contenimento della diffusione del Covid-19, della riduzione del disagio giovanile e del sostegno alla diffusione dello sport paralimpico. Si è trattato di interventi di importi unitari certamente non rilevanti, ma sempre selezionati accuratamente e verificati per andare incontro a reali necessità che si sono manifestate in vari comparti della vita associativa delle comunità, con lo scopo di aumentarne la capacità di assistenza e il fattore di coesione sociale: un’azione che si colloca nel solco delle più avanzate forme di sussidiarietà, per le quali non è determinante l’entità degli importi ma lo sono le finalità perseguite.

Con l’approvazione del Bilancio 2020 si è concluso il mandato quadriennale del Consiglio di Amministrazione e a breve il Consiglio di Indirizzo procederà al rinnovo dello stesso unitamente al Presidente.  Si è trattato di un periodo assai complesso, certamente il più difficile da quando esiste la Fondazione a seguito dell’entrata in vigore della cosiddetta “legge Amato”. La complessità è da attribuire alle conseguenze indotte dalla crisi della conferitaria Cassa di Risparmio di Cesena che fin dal 2011 aveva ridotto, fino ad annullarli, i dividendi che erano provvista indispensabile per l’esercizio dell’attività erogativa, poi dalla pesantissima svalutazione del capitale, con le conseguenze evidenti sul patrimonio della Fondazione. 

Per far fronte alle difficoltà, il Consiglio di Amministrazione fin dal momento dell’assunzione del mandato ha predisposto un progetto di dismissione del patrimonio immobiliare e si è intensamente concentrato sulla realizzazione dello stesso, nonostante le difficoltà che ha incontrato e di cui si è detto. La necessità di porre primariamente attenzione alla soluzione dei problemi immobiliari non ha impedito alla Fondazione di impegnarsi con continuità e determinazione nella promozione di eventi artistici e culturali, sia a Lugo, particolarmente nel Chiostro del Monte e presso la storica Farmacia dell’Ospedale Vecchio, che a Voltana, nelle scuderie e nell’antistante parco di Villa Ortolani. 

La Fondazione ha pure gettato le fondamenta per l’avvio della nuova funzione di “Fondazione di Comunità” secondo un nuovo modello promosso in sede nazionale per valorizzare, oltre a quelle finanziarie, anche le risorse intellettuali e organizzative che gravitano attorno all’Ente; tale modello può offrire un effetto moltiplicatore e un nuovo coefficiente di massa critica per affrontare progetti che coinvolgono il territorio nel suo complesso e possono avere una ricaduta sull’economia e sul miglioramento dello stato di benessere della comunità. Sono un esempio di tale forma di collaborazione - avviata in questi ultimi anni ad ampio raggio con gli Enti Pubblici, con le Organizzazioni di categoria, con aziende del territorio ed associazioni - gli interventi per la realizzazione dell’aula laboratorio del Polo Tecnico di Lugo, per il restauro della ex Officina Soldati di Voltana, l’allestimento delle apparecchiature anti Covid-19 in tre ambulanze del 118 di Lugo, la ricerca di una soluzione stabile e definitiva con un modello di housing sociale per la lottizzazione “Parco dei Mulini” e, ultima in termini di tempo, la partecipazione alla promozione del Corso di Laurea in Meccatronica della Facoltà di Ingegneria presso l’Università di Bologna che istituirà una sede a Lugo dall’anno accademico 2022 e alla quale guarda con grande interesse tutta la Bassa Romagna, le sue istituzioni, le sue aziende ed il mondo della formazione.

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