La Romagna del vino si interroga su presente e futuro

Il tema è di strettissima attualità, soprattutto per i numeri che il settore vino muove, prima voce export dell’agroalimentare italiano

Ruenza Santandrea, presidente di Cevico

La Romagna del vino si interroga su presente e futuro, e a Lugo il Gruppo Cevico chiama a raccolta gli opinion leader del settore. In primis il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, che insieme a Riccardo Cotarella presidente di Assoenologi nazionale e coordinatore del padiglione del vino a Expo, l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Simona Caselli e Ruenza Santandrea presidente di Cevico, fanno il punto nella tavola rotonda “Vino della Romagna: realtà e percezione di una viticoltura di qualità”. L’appuntamento è per giovedì prossimo alle 20.30 al Teatro Rossini di Lugo (Piazza Cavour, 17), la serata sarà coordinata dal conduttore televisivo di Linea Verde Patrizio Roversi. L’ingresso è libero, al termine è prevista una degustazione di vini romagnoli.

Il tema è di strettissima attualità, soprattutto per i numeri che il settore vino muove, prima voce export dell’agroalimentare italiano. In questo quadro un ruolo di primo piano lo svolge la Romagna con i suoi 3 milioni di ettolitri di vino prodotti e un export che vale oltre 178 milioni di euro, 46% dell’Emilia Romagna. Secondo i dati di Nomisma ad apprezzare i vini romagnoli sono soprattutto gli europei e in particolare i tedeschi a cui è destinato il 49% dell’export. Seguono gli USA con l’8% e il Regno Unito con il 7%, ma la vera rivelazione per i vini della Romagna era rappresentata (prima dell’embargo) dal mercato russo che, pur assorbendo solo il 3% delle esportazioni, negli ultimi 10 anni ha conosciuto una crescita del 16.753%. La grande scommessa per i prossimi anni è rappresentata dalla Cina che sta diventando uno dei più importanti paesi consumatori di vino al mondo ed è già primo per l’import di vino rosso.

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Numeri importanti, dunque, che necessitano di un racconto e di un profilo condiviso da tutti gli attori della filiera. La Romagna da alcuni anni è ascrivibile tra le regioni che fanno della viticoltura di qualità una missione, ma questo impegno è ancora poco percepito al di fuori dei suoi confini. “Le regioni che hanno da tempo una riconoscibilità forte all’esterno hanno lavorato ad una immagine identitaria del loro vino – spiega Ruenza Santandrea, presidente di Cevico -. La qualità dei vini della Romagna ha bisogno di essere collettivamente trasmessa in modo univoco, cosa che non è ancora accaduto. Mi auguro che nella tavola rotonda le diverse esperienze raccontate si traducano in proposte operative per la crescita del nostro territorio”. 

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