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Frutticoltura, Liverani (Lega): "Settore in ginocchio, servono immediatamente fondi"

La seconda tornata di “lanci” in ambiente naturale della vespa samurai, alleata degli agricoltori nella lotta contro la cimice asiatica, sarà effettuata a metà luglio dopo quella avvenuta a giugno

La seconda tornata di “lanci” in ambiente naturale della vespa samurai, alleata degli agricoltori nella lotta contro la cimice asiatica, sarà effettuata a metà luglio dopo quella avvenuta a giugno. Obiettivo raggiungere circa 300 aree accuratamente selezionate per garantire il massimo di diffusione e ripopolamento della stessa vespa nei principali comprensori frutticoli dell’Emilia-Romagna. Ma i danni sono già ingenti, come denunciano i frutticoltori, che hanno sensibilizzato sul tema il consigliere regionale della Lega, Andrea Liverani.

“Detto che l’adozione di questo provvedimento della vespa samurai era stato sollecitato della Lega – sottolinea il rappresentante del Carroccio - gli operatori del comparto chiedono ora un intervento più massiccio a favore della frutticoltura emiliano romagnola”. L’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi ha informato dell’attivazione di un fondo di solidarietà nazionale con una dotazione di 80 milioni di euro, che “potrà coprire il 10% del danno economico contestato alle colture (melo, pero, pesco, nettarina e kiwi) causate della cimice” attacca il leghista. “Dalla Regione – continua Liverani – nessun aiuto aggiuntivo, solo la messa a punto di una procedura on line con un applicativo specifico per la presentazione delle istanze, possibile dopo 45 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del provvedimento che dichiara lo stato di eccezionalità dell’evento”.

Raccogliendo l’appello dei frutticoltori, Liverani ricorda che, come previsto dai regolamenti Ue, la copertura delle spese derivate da misure eccezionali avviene utilizzando i margini di bilancio annuali o accedendo alla riserva di crisi che attualmente ammonta a 478 milioni di euro. “Queste risorse europee sono già state attivate - aggiunge - a livello europeo per la crisi di mercato della carni bovine in Irlanda, produttori di latte, epidemia di peste suina africana, l’influenza aviaria”.

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