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Lunedì, 27 Maggio 2024
Economia

Giornata del risparmio, Patuelli (Abi): "Per la ripresa è necessario favorire gli investimenti stabili"

"Per rafforzare e prolungare la ripresa, l’Italia deve essere più competitiva nell’attrarre risparmi e investimenti", afferma il presidente ravennate dell'Abi

Giovedì a Roma si è svolta la Giornata Mondiale del Risparmio nel corso della quale hanno svolto interventi il Presidente dell'ACRI Francesco Profumo, il Presidente dell'Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli, il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco ed il Ministro dell'Economia e delle Finanze Daniele Franco. 

"Il risparmio e gli investimenti sono indispensabili per consolidare la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione - afferma il presidente ravennate Antonio Patuelli - Il risparmio non è frutto solo della paura per il presente e previdenza per l’avvenire: è virtù civile e fattore decisivo di progresso economico e sociale. Per la ripresa è necessario favorire il risparmio e gli investimenti stabili. Il risparmio cerca rendimenti in capitali di rischio, che non vanno confusi con le rendite (prive di rischio). I finanziamenti europei sono indispensabili, ma non sufficienti: gli investimenti sono decisivi per la ripresa. Il risparmio va meglio tutelato e incentivato verso investimenti produttivi. Finché nell’Unione Europea non vi sarà uniforme pressione fiscale, i singoli Stati competeranno per attrarre risparmi e investimenti. Le Commissioni Finanze del Senato e della Camera dei Deputati, sulla riforma del fisco, hanno verificato che in Italia la pressione fiscale è superiore di 4 punti percentuali rispetto alla media europea sul lavoro e di 6 sui capitali investiti".

"Per rafforzare e prolungare la ripresa, l’Italia deve essere più competitiva nell’attrarre risparmi e investimenti - prosegue il presidente dell'Abi - la pressione fiscale sulle imprese si assomma a quella sui rendimenti degli investimenti. Occorre distinguere fiscalmente gli speculatori dai risparmiatori “cassettisti” e diffondere l’azionariato popolare, rafforzando le radici e la solidità anche prospettica delle imprese. Anche lo Stato avrebbe vantaggi da maggiori investimenti del risparmio: oggi incassa somme irrisorie dalla tassazione al 26% della liquidità depositata nei conti correnti che, con i tassi europei negativi, mediamente in Italia maturano lo 0,02% annuo di interessi lordi. Sulle imprese occorre ridurre la pressione fiscale, innanzitutto su quelle che non producono utili, abolendo l’IRAP, di dubbia costituzionalità. Non sono dogmi i livelli di pressione fiscale definiti in tempi ormai lontani, molto prima della pandemia. Più tutela del risparmio, più equità e più lotta all’evasione sono ingredienti decisivi per una prolungata cospicua ripresa. Questo autunno è decisivo per ridurre le differenze nell’Unione Europea".

"Le Banche in Italia sono molto impegnate per lo sviluppo, da anni con tassi europei negativi, riducendo i costi di struttura e cercando in ogni modo economie di scala. Il mondo bancario italiano è quello che in Europa ha realizzato anche le più importanti aggregazioni, nel pluralismo della competizione concorrenziale. Non è stato facile, non è facile, soprattutto con la pandemia, applicare le nuove norme sulla definizione del default e sul calendario di deterioramento dei crediti: l’impegno delle Banche e di chi vi lavora è di applicare rigorosamente e tempestivamente sempre anche tali norme, stando vicini ai clienti, informandoli e assistendoli in massima e doverosamente reciproca trasparenza. Apprezziamo la costruttività dei Sindacati dei bancari, in particolare nelle fasi più difficili di questi anni di emergenze.  Il Fondo di solidarietà del settore, rinnovato col vigente Contratto Nazionale di Lavoro, è elemento imprescindibile. Per la tutela del risparmio, ABI, Sindacati e Banche collaborano, con l’applicazione dell’accordo dell’8 febbraio 2017, contro ogni indebita pressione. E’ molto competitiva la nuova fase economica internazionale di uscita dalla pandemia che deve essere affrontata rifiutando sempre l’indifferentismo e i deficit morali. La legalità senza compromessi morali deve sempre essere la stella polare del mondo bancario - conclude Patuelli - nei doveri e nei diritti, nel forte impegno per riforme coerenti ai grandi sacrifici e ai sogni di libertà e crescita economica, civile e sociale che la pandemia ha ulteriormente stimolato, in un’Europa più dinamica".

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