Sabato, 25 Settembre 2021
Economia

Giornata della donna, Cna rinnova il suo sostegno a Linea Rosa

Marianna Panebarco di Cna: "Siamo ancora indietro sulla parità di genere, e la pandemia ci ha fatto fare un enorme passo indietro su questi temi"

In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donna, CNA ha incontrato in videoconferenza la Presidente di Linea Rosa, Alessandra Bagnara, per manifestare, anche quest’anno, il sostegno all’Associazione. All’incontro hanno partecipato Ouidad Bakkali, Assessora del Comune di Ravenna con delega alle Politiche di Genere, la delegazione delle mosaiciste ravennati associate a CNA, impegnate in importanti progetti al fianco di Linea Rosa, e i Rappresentanti dell’Associazione.

Nicoletta Cirelli, Presidente di CNA Impresa Donna Ravenna, ha introdotto l’iniziativa ringraziando Linea Rosa per i suoi 30 anni di impegno al fianco delle donne vittime di violenza. “I problemi che ormai possiamo definire “storici” sono ancora aperti e non si intravedono vere soluzioni – ha proseguito Cirelli - ogni giorno si registrano atti di violenza sulle donne e a tutto questo possiamo aggiungere gli effetti collaterali della terribile pandemia che stiamo vivendo, i cui effetti hanno colpito in particolar modo proprio le donne”.

Sul tema della pandemia e dei suoi effetti sulle differenze di genere si è concentrato anche l’intervento di Marianna Panebarco, componente della Presidenza di CNA Ravenna e Vicepresidente di CNA Nazionale: “Siamo ancora indietro sulla parità di genere, e la pandemia ci ha fatto fare un enorme passo indietro su questi temi. Bisogna lavorare sull’autostima delle donne, sulla consapevolezza del loro valore per il progresso della società”. Da una indagine condotta dal Centro studi CNA in collaborazione con CNA Impresa Donna in occasione della festa della donna è emerso che il 2020 è stato un anno particolarmente duro per le donne lavoratrici, sia perché la crisi ha interessato in particolare le attività dove sono presenti in maggior misura le donne, sia perché sono spesso queste ultime a pagare un welfare penalizzante al punto da costringerle spesso a scegliere tra la professione e la famiglia. 

Degli oltre 440mila posti di lavoro persi l’anno scorso in Italia, rileva l’Istat, il 70% circa era occupato da donne. Più di una imprenditrice o lavoratrice autonoma su due non si è fatta travolgere, nemmeno psicologicamente, dall’annus horribilis 2020. Quasi il 40% si è impegnato in maniera proattiva, a esempio riorganizzando la propria attività, o ha continuato a lavorare registrando a fine anno risultati economici positivi. Viceversa, il 47% circa assicura che, se l’emergenza non sarà superata in breve tempo, potrebbe ridimensionare fortemente la propria attività (39,1%) o addirittura chiudere i battenti (8,3%). Quattro intervistate su cinque sono deluse dall’atteggiamento complessivo dell’opinione pubblica rispetto al loro lavoro, che è meno considerato di quello degli uomini. Un atteggiamento, a loro parere, condiviso dalla politica: due intervistate su tre lamentano la scarsa o nulla considerazione percepita, a conferma dell’esistenza di quel pregiudizio di genere ancora troppo presente.

È poi intervenuta Alessandra Bagnara che ha dichiarato che i 30 anni dell’Associazione sono una tappa importante, un momento per guardare tutto il percorso fatto, accompagnato da tutte le realtà del territorio, Associazioni femminili ma anche maschili, Istituzioni, Amministrazioni, Associazioni di categoria e tanti privati cittadini, “Per questa occasione abbiamo realizzato, in collaborazione con il Comune di Ravenna e le altre Istituzioni, il progetto “La Rete Può”, con l’obiettivo di far comprendere che la violenza di genere non è un fatto privato, ma qualcosa che riguarda tutti noi e colpisce l’intera comunità. Occorre cambiare l’attuale impostazione culturale, le donne devono sentire il supporto dell’intera società, sconfiggendo i pregiudizi sociali. Occorre far comprendere che non bisogna accettare nemmeno il più piccolo gesto di violenza, né se fatto su di noi né se visto fare ad altre persone, agendo proprio come una vera rete sociale”.

“Il ruolo di un Associazione è anche quello di creare reti e legami forti con e nella comunità di riferimento – ha proseguito Marcello Monte, Presidente della CNA Comunale di Ravenna – per questo abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere le attività di Linea Rosa”.

L’intervento dell’Assessora Ouidad Bakkali, è iniziato con un ringraziamento a Linea Rosa per il suo ruolo di accoglienza dignitosa e di qualità per le tante e diverse donne che negli anni ha aiutato. Da parte del Comune è stata importante la decisione di affidare a Linea Rosa la gestione dei centri antiviolenza e delle case rifugio. Ma l’azione di Linea Rosa si muove in tante direzioni e ha trasformato il volto della città che si dichiara, anche concretamente e visivamente, “Città amica delle donne”, come riportano i tanti fiori di mosaico sparsi per la città. “Occorre rifiutare il concetto di subalternità – ha dichiarato l’Assessora – finché le donne saranno trattate come qualcosa che “vale meno”, qualcuno di cui ci si possa occupare in un secondo momento, non si arginerà mail il fenomeno della violenza, fisica e psicologica. La pandemia ha svelato tutte le criticità su questi temi e aumentato drasticamente il divario di genere”.

È, in seguito, intervenuta Elisa Brighi, portavoce delle Mosaiciste di CNA Ravenna, per raccontare il progetto che realizzeranno per Linea Rosa: “con le botteghe Annafietta, Koko Mosaico, Barbara Liverani Studio, Pixel Mosaici e Dimensione Mosaico, abbiamo deciso di realizzare il monumento in mosaico per il trentennale di Linea Rosa, che sarà pronto a fine anno. È per noi una nuova occasione per manifestare il nostro impegno e il nostro sostegno all’Associazione”.

Erano presenti all’incontro il Presidente della CNA Territoriale di Ravenna Pierpaolo Burioli e il Direttore della CNA di Ravenna, Massimo Mazzavillani. “Linea Rosa si è nel tempo trasformata in una rete a sostegno delle donne, a cui come CNA abbiamo sempre dato un contributo – ha concluso Pierpaolo Burioli, – ma vorremmo fare ancora di più. Mi auguro che, con l’aiuto di tutti, Linea Rosa possa raggiungere i risultati che si prefigge, contrastando definitivamente la violenza di genere sul nostro territorio. Dobbiamo essere orgogliosi e soddisfatti di quanto abbiamo fatto finora tutti insieme, consapevoli che non possiamo mai allentare l’attenzione”.

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