Gli agricoltori scendono in piazza: "Migliaia di porti di lavoro a rischio"

Cimice asiatica e nuove patologie dovute al cambiamento climatico, crisi dei mercati, prezzi dei prodotti agricoli in picchiata: gli agricoltori manifestano per ribadire alle istituzioni la necessità di risposte concrete

Cia Romagna sarà presente in massa, all’incirca con 200 persone, alla manifestazione del 30 gennaio a Ferrara. Il Presidente Danilo Misirocchi afferma: "È importante essere in tanti alla mobilitazione degli agricoltori del Nord Italia, in particolare dalle nostre zone romagnole del ravennate, forlivese, cesenate e riminese. In Romagna la cimice asiatica è in continua espansione, nel 2019 la sua diffusione ha avuto conseguenze pesanti su frutta, ortaggi, cereali, ulivi. La crisi ortofrutticola ha un effetto devastante, non solo per le imprese agricole, ma anche sulla disponibilità di cibo, sull'indotto, su tutto il sistema economico e sociale. Se viene a mancare il prodotto e le aziende agricole non riescono a fare reddito, non c’è reddito per nessuno”.

Cimice asiatica e nuove patologie dovute al cambiamento climatico, crisi dei mercati, prezzi dei prodotti agricoli in picchiata: gli agricoltori manifestano per ribadire alle istituzioni la necessità di risposte concrete e per sottolineare con forza il valore strategico del sistema agroalimentare. "Nel solo 2019 i danni al comparto ortofrutticolo sono stati di circa 600 milioni di euro, compreso l’indotto - spiega Misirocchi - Lo stanziamento del Governo è di 80 milioni di euro per tre anni (tramite anche il Fondo di Solidarietà Nazionale, come previsto dalla legge 102/2004) per tutte le regioni del Nord. Gli agricoltori producono cibo di qualità e danno vita a importanti filiere. Un patrimonio al quale i nostri territori non possono rinunciare. Se non si troveranno soluzioni tempestive, sono a rischio migliaia di posti di lavoro".

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La mobilitazione, alla quale sono attesi circa duemila agricoltori, è promossa da Agrinsieme Ferrara e vi partecipano anche agricoltori di Piemonte, Veneto, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, regioni che condividono con l'Emilia Romagna le criticità del settore primario. Hanno aderito alla mobilitazione anche Cgil, Cisl, Uil, un segnale forte e importante dal punto di vista sociale: saranno in piazza accanto agli agricoltori a sostegno del personale impiegato nel settore, che rischia di trovarsi disoccupato a causa dei cali produttivi e dell’assenza di prodotto. 

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