Glifosato, Coldiretti: "Bene i nuovi divieti in vigore in Italia"

Con questa scelta l'Italia si conferma all'avanguardia in Europa e nel mondo nelle politiche rivolte alla sicurezza alimentare ed ambientale", afferma il presidente Coldiretti Ravenna Massimiliano Pederzoli

Il Ministero della Salute ha disposto la revoca delle autorizzazioni all’immissione in commercio e modifica delle condizioni d’impiego di alcuni prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva Glifosate a partire dalle aree frequentate dalla popolazione o da “gruppi vulnerabili” quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie e dal divieto d’uso in campagna in pre-raccolta “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura". E’ quanto afferma la Coldiretti che nel rendere noti i contenuto del decreto del Ministero della Salute in vigore dal 22 agosto sottolinea la "necessità che le misure precauzionali riguardino coerentemente anche l'ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe, come il grano proveniente dal Canada dove viene fatta un uso intensivo di glifosate proprio nella fase di preraccolta". Il Decreto, inoltre, ordina la revoca della “autorizzazione all’immissione in commercio ed impiego dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosate ed il coformulante ammina di sego polietossilata, sostanze sospettate di essere cancerogene.

“Con questa scelta l’Italia si conferma all’avanguardia in Europa e nel mondo nelle politiche rivolte alla sicurezza alimentare ed ambientale”, afferma il presidente Coldiretti Ravenna Massimiliano Pederzoli, ricordando i primati della nostra agricoltura che “è la più green d’Europa con il divieto di utilizzo OGM e al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari”. Ma allo stesso tempo, ammonisce Pederzoli, “non siamo all’altezza nella difesa dei cittadini se non verranno bloccate le importazioni dai Paesi che continuano ad utilizzare il glifosate in preraccolta”. Coldiretti auspica che “vengano quanto prima bloccate le importazioni di prodotti stranieri trattati come il grano, utilizzato per la pasta, proveniente da Usa e Canada dove viene fatto un uso intensivo del glifosate proprio nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire ‘artificialmente’ un livello proteico elevato”.

“Il nostro Paese - ricorda Pederzoli - è il principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta con 4,8 milioni di tonnellate su una superficie coltivata, pari a circa 1,3 milioni di ettari ma sono ben 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero e di queste oltre la metà per un totale di 1,2 milioni di tonnellate arrivano dal Canada, con note marche che lo usano in maniera esclusiva facendone addirittura un elemento di distintività. Il risultato - conclude - è che quasi un pacco di pasta fatto in Italia su cinque è fatto con grano canadese che continua ad essere trattato con glifosate nonostante il divieto imposto in Italia”. 

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