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Martedì, 7 Dicembre 2021
Economia

I rappresentati di commercio chiedono misure urgenti per il settore

Anche il Consiglio Provinciale FNAARC di Ravenna si è riunito ed ha evidenziato una serie di preoccupazioni

Dopo le riunioni di Roma di tutte le Organizzazioni Sindacali e di Milano del Consiglio nazionale FNAARC - Confcommercio, anche il Consiglio Provinciale FNAARC di Ravenna si è riunito ed ha evidenziato una serie di preoccupazioni. “La categoria degli agenti e rappresentanti di commercio - sottolinea Ottavio Righini, Presidente della FNAARC Confcommercio provincia di Ravenna - è composta nel paese da circa 240.000 piccole imprese che impiegano circa un milione di addetti”.

“Nella nostra provincia sono 1.300 circa gli agenti attivi – ha spiegato Righini -. Pur consapevoli della gravissima crisi che attanaglia non solo il nostro Paese e dei sacrifici che necessariamente tutti devono fare, si evidenzia una situazione della categoria ancora più preoccupante: calo dei consumi e quindi delle vendite, aumenti dei costi, sia fiscali che di produzione (in primis il carburante, che con i continui aumenti ha portato ad aumenti di costi anche di 3/4000 euro ad imprese individuali che fatturano mediamente provvigioni di 40 mila euro l’anno). La categoria intende sottoporre queste problematiche all’attenzione del Governo, ma anche dell’opinione pubblica (non ritenendo di dover prendere soluzioni drastiche come blocchi, scioperi, manifestazioni)”.

“Gli agenti di commercio non sono soggetti a rischio fiscale (devono fatturare alle mandanti i loro compensi), sono un anello indispensabile della catena distributiva necessaria allo sviluppo economico, intermediano oltre il 60% del prodotto interno lordo, ricordiamo che lo strumento di lavoro è l’automobile – ha proseguito il presidente della FNNARC Confcommercio Ravenna -. Gli agenti si augurano che si possa trovare ad un tavolo la soluzione di questi gravi problemi: ristrutturazione degli odierni studi di settore, ripristino delle agevolazioni per i giovani che iniziano l’attività, istituzione di una “patente professionale” com’è riconosciuta per gli altri utenti professionale della strada, introdurre ottenere benefici fiscali sul costo del carburante, rivedere i valori fiscali dell’unico bene strumentale, l’auto, deducibile solo in parte e per un valore massimo di 25 mila euro. Gli agenti hanno poi con lo Stato un vecchio contenzioso che riguarda l’IRAP, che ha trovato soluzione in sede comunitaria, ma non in Italia”


“Gli agenti di commercio continueranno la loro attività ogni mattina e si augurano che non si trovino soluzioni solo per coloro che manifestano apertamente mettendo spesso in crisi anche la normale vita dei cittadini non direttamente interessati, ma anche per loro, che cercano soluzioni eque anche in un momento tanto difficile come l’attuale”, conclude Righini.

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